Italia Nostra segue con crescente preoccupazione la polemica sulla nuova illuminazione del Duomo di Cremona. La polemica si è scatenata in seguito all'installazione di 18 lampade pendute da 3 grossi cavi dall'altezza sperticata della navata centrale. La scelta, assai infelice anche dal punto di vista estetico, ha destato grande sconcerto anche tra i fedeli, poiché crea nel luogo sacro lo stesso raccoglimento che si troverebbe in una galleria commerciale, infatti la nuova illuminazione interna alla cattedrale produce lo stesso effetto della visione di dipinti di Gregario Sciltan, pittore metafisico e iperrealista amante dì una luce accecante, «sparata». Ad aggravare la situazione ora sono stati anche posizionati dei foretti, sui capitelli molto prossimi agli affreschi, che illuminano con luci colorate il mirabile ciclo cinquecentesco. Capita così di vedere tinto di luce violacea il Redentore del Boccaccino nel catino absida-le, e di luce rossastra le opere sulla controfacciata. Ne scaturisce un effetto devastante: non solo per la perdita dell'atmosfera mistica della cattedrale, ma per lo stravolgimento totale del ciclo di affreschi. Oltre al fatto che esperti restauratori e conservatori di beni culturali ci mettono in guardia sugli eventuali danni che un'illuminazione troppo intensa e impropria può provocare ai colori dell'impareggiabile ciclo pittorico del Duomo. Un errore marchiano nella terra di due giganti del «design della luce» quali i fratelli Achille e Piergiorgio Castiglioni, due maestri contemporanei alla cui arte si dovrebbe forse imparare ad attingere. presidente di Italia Nostra