Pompei. Stefano De Caro, soprintendente regionale, è il garante nominato dal ministero dei Beni e le Attività Culturali per mediare le trattative tra il manager degli Scavi e i sindacati. «Non ci sentiamo più garantiti dal direttore amministrativo - hanno detto Cgil, Cisl, Uil, Unsa e Intesa al sottosegretario Andrea Marcucci nell'incontro che si è svolto mercoledì scorso a Roma - vogliamo un garante, altrimenti rompiamo il tavolo delle trattative». Dopo pochi giorni dalla richiesta è giunta la nomina della nuova figura. A far scendere i sindacati sul piede di guerra, e invocare l'intervento del ministero, è stata la proposta del direttore amministrativo della soprintendenza di Pompei, Luigi Crimaco, di affidare alla società che attualmente gestisce il servizio di biglietteria dandole la facoltà di assumere 45 addetti al controllo di dieci domus di prossima apertura al pubblico. Il city manager respinge le accuse rispetto alle presunte irregolarità, che riguardano la richiesta di assunzione diretta per 45 persone. «Nessuno vuole forzare la mano, imporre cose sbagliate o fuori dalla legge - ha detto Crimaco - l'attenzione di tutti invece deve essere rivolta al recupero e al restauro dell'area archeologica. La mia iniziativa di aprire le dieci case all'interno degli Scavi - conclude - è una scelta condivisa da tutti e approvata dal consiglio di amministrazione». Il soprintendente di Pompei, Pietro Giovanni Guzzo, presidente del cda, invece, afferma il contrario: «Il cda della soprintendenza autonoma di Pompei, nella sua ultima riunione, che si è tenuta il 4 aprile scorso, ha approvato l'obiettivo di aprire alla pubblica fruizione alcune case dell'area pompeiana, demandando all'esame dell'ufficio legislativo del ministero per i Beni e le attività culturali, la bozza contrattuale elaborato da Crimaco». Il nuovo ordine giunto da Roma è quello di procedere all'apertura delle nuove case solo dopo aver consultato i sindacati, alla presenza di un rappresentante del ministero e del neo garante De Caro. Il ministro Francesco Rutelli, ha affermato di aver messo Pompei sotto la lente d'ingrandimento per controllare le vicende legate all'area archeologica che tutto il mondo invidia all'Italia. «L'attenzione del governo rispetto alle questioni relative agli scavi archeologici è altissima - ha detto il viceministro - stiamo seguendo con grande attenzione e aspetto i risultati dell'indagine predisposta». La Regione Campania si è detta pronta a contribuire alla risoluzione del caso Pompei, aiutando il sito archeologico a uscire dalla situazione di empasse amministrativo in cui si trova. «Gli scavi meritano un alto livello di gestione - dice l'assessore al Turismo e ai beni culturali Marco Di Lello - il soprintendente Guzzo ha capacità scientifica internazionalmente riconosciuta, per il resto c'è una straordinaria litigiosità amministrativa dalla cui responsabilità nessuno è esente, né i sindacati né i dirigenti». Di Lello considera inoltre «una beffa», l'ipotesi di affidare a una società esterna, l'eventuale assunzione di personale per la vigilanza di alcuni siti negli Scavi. «La Regione si è offerta più volte di provvedere con una propria società - spiega l'assessore - aspettiamo ancora che il ministro Rutelli sottoscriva la proposta». Il coordinatore nazionale dell'Ugl, Renato Petra, si schiera contro l'affidamento ai privati della gestione di nuovi percorsi archeologici è denuncia: «Non permetteremo che si replichi la storia della privatizzazione delle biglietterie degli Scavi - afferma Petra - all'epoca (nel 2000) il city manager era Giuseppe Gherpelli, dopo le tante proteste mosse da alcuni sindacati, le polemiche, inspiegabilmente, si placarono. Negli elenchi del personale assunto dalla società privata vincitrice dell'appalto, poi, ci ritrovammo a leggere i nomi di parenti e familiari di alcuni sindacalisti».
Pompei, assunzioni a chiamata diretta: dopo le proteste dei sindacati medierà il soprintendente regionale
Il ministero dei Beni e le Attività Culturali ha nominato Stefano De Caro, soprintendente regionale, garante per mediare le trattative tra il manager degli Scavi e i sindacati. I sindacati hanno richiesto la nomina di un garante, altrimenti romperanno il tavolo delle trattative. La proposta del direttore amministrativo della soprintendenza di Pompei, Luigi Crimaco, di affidare alla società che gestisce il servizio di biglietteria la possibilità di assumere 45 addetti al controllo di dieci domus di prossima apertura al pubblico, ha scatenato la reazione dei sindacati.
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