II Comune pensa all'entrata in scena di un consorzio II soprintendente: atto necessario per fare ordine «I vecchi di Boccadasse dovrebbero poter tenere lì le loro barche gratis. Anzi, dovrebbero essere i turisti a pagare un biglietto per vedere gli anziani pescatori seduti sui muretti a rammendare le reti. Peccato che tutto questo sia praticamente scomparso...». La provocatoria idea è di Paolo Villaggio, che a Boccadasse ha abitato a lungo e ad un maestro d'ascia del posto ha commissionato venticinque anni fa il suo «bellissimo gozzo ora ormeggiato a Bonifacio». La notizia del sequestro in blocco delle settanta barche "abusive" di Boccadasse intristisce, più che indignare, l'attore genovese che nella sua città torna di tanto in tanto. «Boccadasse è una tappa immancabile - dice -è l'unico pezzo di Genova sopravvissuto quasi intatto. Per questo ci torno spesso, con piacere. Anche per via dei ristoranti e di un meraviglioso gelato alla panerà». Per lui, Boccadasse è un'enclave fuori dal tempo e come tale andrebbe trattata anche dalla legge: «Occorre un po' più di flessibilità. Che pena i sigilli dell'autorità giudiziaria sulle barche. Che brutto colpo d'occhio per i turisti e per gli stessi genovesi. I gozzi sono parte integrante del paesaggio, mica si possono cancellare. E i pensionati, con l'hobby della pesca, che hanno lì le barche da sempre? Perché rovinare i loro ultimi anni di vita? Ma, si sa, la legge è legge». Vero. Precisamente, c'è l'articolo 1161 del codice della navigazione (occupazione abusiva di suolo demaniale) alla base del sequestro firmato dal pm Walter Cotugno ed eseguito venerdì mattina dagli uomini della Capitaneria di Porto. A parte due gozzi depositati sulla spiaggia e appartenenti ai titolari di altrettanti verricelli, nessuna barca potrà uscire in mare sino a quando tutti i proprietari non saranno identificati. E, dunque, denunciati. Dovranno pagare una multa di 250 euro e i canoni pregressi: circa 200 mila euro in totale. Per l'immediato futuro, si parla dell'assegnazione temporanea dei posti barca a un consorzio locale di cui sarebbe capofila la polisportiva "Vignoc-chi" alla quale aderiscono praticamente tutti i pescatori del borgo. In seguito, dovrà essere bandita una gara pubblica per il rilascio delle concessioni demaniali. Il caso, martedì, sarà al centro di un vertice tra gli enti competenti: Comune, Regione e Agenzia del demanio. L'obiettivo è quello di regolarizzare al più presto la situazione e dissequestrare le barche nel giro di pochi giorni. Non la pensa come Villaggio, il soprintendente ai Beni architettonici e paesaggistici della Liguria, Giorgio Rossini: «E' vero che le barche fanno parte del paesaggio e che i sigilli della magistratura non sono un bello spettacolo, ma una regolamentazione era urgente e necessaria. La Procura ha disposto un intervento doloroso ma sicuramente utile per ridare al borgo un'immagine più decorosa. Erano davvero troppe le barche abbandonate sulla spiaggia: rendevano quasi impossibile l'accesso al mare ed erano pure pericolose in caso di mareggiata».