I pezzi di valore trafugati dai ricchissimo museo di Baghdad durante i saccheggi, e non ancora recuperati, sono «35-40», mentre «alcune migliala» sono quelli di minor pregio, ma comunque sempre di interesse storico artistico, spariti dai depositi e tuttora mancanti all'appello. Dodici persone sono state arrestate dal carabinieri del Comando Tutela patrimonio culturale, inquadrati nella Msu dell'Arma di stanza a Nassirya, perché accusate di detenere reperti archeologici rubati destinati al mercato nero. Altri 17 iracheni, sorpresi a scavare abusivamente presso 1 siti archeologici, sono stati inoltre Identificati e denunciati. Lo afferma il generale Ugo Zottin, comandante del carabinieri Tutela patrimonio culturale, un cui ufficiale è da due mesi e mezzo , a Baghdad proprio per il censimento dei beni culturali asportati. Zottin parlando con i giornalisti a margine della cerimonia di avvicendamento del v icecomandante generale dell'Arma che, mentre due sottufficiali del suo comando sono impegnati a Nassirya nell'ambito della Msu (Unità specializzata multinazionale) dei carabinieri, un ufficiale è inserito nella struttura del governo provvisorio, a Baghdad, e lavora presso il museo al censimento dei beni culturali trafugati. Questo ufficiale, tra l'altro, invia per via informatica al comando Tutela patrimonio culturale le immagini e le : descrizioni degli oggetti asportati: «Noi -dice il gen. Zottin - alimentiamo la sede Interpol di Roma, che gira il materiale alla sede di Lione, che a sua volta lo invia alla banca dati dell'Unesco di Parigi». Ma quanti pezzi sono Stati portati via? «Parliamo di 35-40 pezzi di un certo pregio», risponde il comandante del carabinieri Tutela patrimonio culturale. «Pezzi che erano esposti e di cui non abbiamo finora elementi per risalire agli eventuali trafugatori o ai luoghi dove si trovano custoditi».