CAGLIARI. Incassato l'ok dalla Regione al progetto sul complesso turistico firmato da Massimiliano Fuksas, sulla lottizzazione di Is Molas arrivano ora gli accertamenti del Corpo Forestale. E un'inchiesta della procura della Repubblica, che ha aperto un fascicolo contro ignoti per l'ipotesi di reato di violazioni paesaggistiche. L'indagine - partita sulla scia di due esposti dell'associazione ambientalista Amici della Terra-Gruppo di Intervento giuridico - si concentra su un aspetto della lottizzazione risalente al 1975, che la sapiente mano dell'architetto Fuksas e 130 milioni di euro trasformeranno nel paradiso sardo del golf. Cinque green, resort extra-lusso e sala congressi, realizzati dalla Is Molas S.p.a., società che orbita nel gruppo Imms, l'immobiliare di Roberto Colaninno. Quello che gli inquirenti coordinati dal sostituto procuratore Andrea Massidda stanno cercando di capire è se il progetto sia compatibile con la legge che vincola le aree colpite da incendio, la 353 del 2000. Al Comune di Pula - che ha appena sottoscritto l'accordo con regione, provincia e azienda - gli agenti hanno chiesto gli atti della convenzione e i documenti sulla storia della concessione trentennale. Il sospetto è caduto su un pezzo di macchia mediterranea sulla quale nel 2003 sono state realizzate opere di urbanizzazione come strade e impianti fognari. Zona che il 6 agosto del 2000 è stata devastata dalle fiamme. Il nodo da sciogliere è l'interpretazione della norma, che prima del 2003 (anno di una modifica) vietava il cambio di destinazione d'uso per quindici anni e qualsiasi tipo di costruzione per dieci anni, indipendentemente dalle concessioni urbanistiche. Che in questo caso, ci sono tutte. C'è da chiarire, inoltre, l'originaria composizione dell'area: soltanto gli atti che sono stati presi in Comune potranno rivelare se si tratta di bosco da tutelare. Per il resto, ci sono i quesiti sollevati dagli ambientalisti sulle maglie imposte dal Piano paesaggistico regionale. «Nel piano paesistico regionale l'area appare ricompresa nell'ambito di paesaggio costiero n. 2 "Nora" ed è classificata è classificata, pro parte, "area naturale e sub-naturale", "aree ad utilizzazione agro-forestale" e "insediamenti turistici"», sottolinea l'ambientalista Stefano Deliperi nell'esposto alla Procura di Cagliari. Per voce dei legali Marcello Vignolo e Massimo Massa, la Is Molas assicura che l'intero progetto è passato al vaglio di qualsiasi autorizzazione, ed è perfettamente in linea con il piano paesistico regionale: «Se quel comparto dovesse essere tutelato dalla legge sugli incendi, e quindi i lavori dovessero essere abusivi, non è cosa che riguarda la Is Molas, subentrata ai precedenti proprietari soltanto nel 2004». Inoltre, assicurano i due rappresentanti della società, l'area attraversata dalle fiamme resterà verde, così com'è. E attorno, nasceranno hotel e residenze alberghiere per 298 posti-letto complessivi, sala congressi, campi da golf, piscine, ristoranti e negozi per 428 mila metri cubi, 50mila in meno rispetto alla originaria lottizzazione. L'assessorato all'Ambiente sta preparando lo screening, procedura preliminare alla valutazione di impatto ambientale. Su Is Molas era già nato un contenzioso, ma in quel caso di fronte al giudice civile: due residenti del vecchio consorzio infatti hanno contestato (e ottenuto un provvedimento d'urgenza) un delibera sulla base del presunto conflitto di interessi in seno alla società Is Molas S.p.a., il cui vice presidente Francesco Quarta siede anche nel consiglio d'amministrazione del vecchio consorzio.