Una delle scoperte archeologi-che più importanti degli ultimi cinquanta anni, quella che, nel 1964, portò alla luce un vasto insediamento etrusco a Pontecagnano, ha aperto una nuova pagina nella storia dell'archeologia della Campania dimostrando che gli Etruschi si spinsero molto più a sud di quanto si credesse: sulla base di questa consapevolezza nasce il Museo Archeologico Nazionale di Pontecagnano "Gli Etruschi di frontiera", realizzato grazie al finanziamento del ministero per i Beni e le Attività Culturali, della regione Campania, e del comune di Pontecagnano. «Quella di Pontecagnano fu una scoperta straordinaria - ha spiegato Giuliana Tocco, soprintendente ai Beni Archeologici delle province di Salerno, Avellino e Benevento - un grande centro che rimase attivo e vitale dalla fine del X secolo a. C. fino all'età romana, quando divenne una delle prime colonie nella strategia di espansione dell'Impero verso sud. A questo insediamento fu dedicato, già nel 1978 un piccolo antiquarium, al quale oggi, invece, si sostituisce questo grande museo. Il mio sogno, ora, è di fare di Pontecagnano un punto di sosta per il grande pubblico e per gli studiosi". Il museo, infatti, rappresenta la tappa finale del progetto condotto dalla soprintendenza per valorizzare il patrimonio archeologico del territorio e si avvarrà, per concorrere alla realizzazione del sogno della soprintendente Tocco, del circuito Magnifico, sistema integrato di comunicazione e di promozione del patrimonio culturale del ministero per i Beni e le Attività Culturali. Il Museo "Gli Etruschi di frontiera" si inserisce in un'idea di valorizzazione delle risorse del territorio all'interno del territorio stesso e ospita, al suo interno, gli uffici della soprintendenza, un Auditorium di 200 posti, la biblioteca, il laboratorio di restauro, il laboratorio fotografico, i depositi archeologici, le sale per le mostre temporanee, la sala proiezioni e la postazione internet. Ma l'anima del museo è un racconto temporale lungo circa mille anni, il racconto dell'uomo nella Piana del Sele, tra il mare e le prime pendici collinari dei Picentini, il cui filo conduttore è racchiuso nel termine "frontiera", inteso come luogo in cui diversi gruppi si incontrano creando una comunità aperta. Questa lunga storia è raccontata dal percorso espositivo seguendo l'ordine cronologico degli eventi.
Quegli etruschi così meridionali
Il Museo Archeologico Nazionale di Pontecagnano "Gli Etruschi di frontiera" è stato realizzato grazie al finanziamento del ministero per i Beni e le Attività Culturali, della regione Campania e del comune di Pontecagnano. La scoperta del vasto insediamento etrusco a Pontecagnano nel 1964 ha aperto una nuova pagina nella storia dell'archeologia della Campania. Il museo rappresenta la tappa finale del progetto per valorizzare il patrimonio archeologico del territorio e si avvarrà del circuito Magnifico. Il museo ospita gli uffici della soprintendenza, un Auditorium, la biblioteca, il laboratorio di restauro e i depositi archeologici.
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