A livello internazionale il tema della finanziarizzazione dell'arte è più frequente. A New York Citigroup Private Bank conta su un Alt Advisory Service in grado di guidare ì clienti private nella ricerca, valutazione e vencìita-acquisto di opere d'arte. Il servizio di Art Finance valuta le opere possedute dal cliente arrivando a finanziare per 20 anni fino alla metà del bro valore (le opere vengono utilizzate come collateral) con erogazioni minime di 5 milioni di dollari; per i collezionisti privati il valore minimo per ogni pezzo usato come collateral è di lOOmila dollari. In Italia in ordine sparso le banche offre no consulenza o prodotti di leasing. Si va dai pacchetti mass market all'omertà one to one, al centro sempre il problema della garanzia. Unione Fiduciaria, per esempio, sta studiando insieme ad alcune banche popolari come la Sondrio, Emilia Romagna ed Etruria, finanziamenti e leasing collegati all'acquisto di opere d'arie ponendosi in qualità di garante del cliente. Il gruppo Mps offre consulenza. «Se un cliente ci chiede di ottimizzare o acquistare opere d'arte spiega Angelo Deiana, responsabile mercato private del gruppo Mps siamo in grado di costruire sistemi di finanziamento su misura, basati sulla copertura patrimoniale complessiva del cliente». Anche MCC (Capitalia) opera nel leasing rivolto all'acquisizione di opere d'arte. «L'expertise maturata è quasi decennale, seppur focalizzata su una nicchia di clientela selezionata composta da galleristi, professionisti e imprese di elevato standing» dicono da Capitalia. MCC ha impostato la sua proposizione di valore al cliente sulla flessibilità del finanziamento, optando per un'offerta confezionata su misura delle esigenze specifiche di ciascun cliente piuttosto che sulla definizione di prodotti standardizzati e industrializzati». Due anni fa Intesa Private Banking ha lanciato Intesa Prospettiva con Intesa Leasing destinato ai collezionisti che non vogliono smobilizzare parte del patrimonio gestito dalla banca. Distribuito presso antiquari e galleristi il contratto di leasing consente di acquistare opere d'antiquariato e di arte contemporanea cedute in locazione finanziaria a fronte del pagamento di un canone mensile. Alla fine del contratto biennale (5 anni) il cliente può riscattare al valore di opzione d'acquisto dell'1 il bene, al valore predeterminato all'inizio. L'anticipo richiesto al cliente è fino al 50 del valore del bene. Tra i servizi aggiuntivi sono previsti consulenza e copertura assicurativa specializzata, restauro, custodia e trasporto dell'opera. «Lo consideriamo un servizio aggiuntivo all'attività di asset management della banca» spiega Antonello Di Mascio, responsabile marketing di Intesa Private Banking. «Assistiamo il cliente nella fase d'acquisto e di valutazione dell'opera e finanziamo importi mediamente di 100-200mila euro fino al milione e la maggior richiesta è verso l'acquisto di opere d'arte contemporanea». Infine Locat, la società del Gruppo UniCredit, già dal 2003 attraverso Locat Art leasing propone a professionisti e aziende finanziamenti ad hoc a tasso fisso o indicizzato, senza garanzie ipotecarie e con uno specifico servizio assicurativo con Axa Art.
Art Finance. Dal private banker prestiti e consulenza
Il tema della finanziarizzazione dell'arte è più frequente a livello internazionale. In Italia, le banche offrono servizi di consulenza e leasing per l'acquisto di opere d'arte, ma con limitazioni. Unione Fiduciaria, ad esempio, sta studiando finanziamenti e leasing per l'acquisto di opere d'arte, mentre il Gruppo Mps offre consulenza e costruzione di sistemi di finanziamento su misura. MCC (Capitalia) opera nel leasing rivolto all'acquisto di opere d'arte, con un approccio flessibile e personalizzato. Intesa Private Banking ha lanciato Intesa Prospettiva con Intesa Leasing, un servizio di leasing per collezionisti che non vogliono smobilizzare parte del patrimonio.
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