Basta avere 18 anni ed essere residenti in Gran Bretagna per comprare con un finanziamento a tasso zero un'opera d'arte contemporanea. L"'0wn art", interest free loan scheme dell'agenzia Arts Council England del Dipartimento di Cultura, Media e Sport (Dcms) inglese sostiene così il mercato dell'arte contemporanea. Il finanziamento per l'acquisto parziale o totale dell'opera dalla pittura alla fotografia, dalla scultura, ai cristalli e mobili è destinato ai privati ed è coperto dal bilancio pubblico e dai ricavi della Lotteria Nazionale inglese. Oltre 250 gallerie partecipano al progetto con finanziamenti compresi tra 100 e 2mila sterline in 10 rate mensili attraverso la controllata Hfc della Hsbc. E in Italia? Il gap tra mercato dell'arte effettivo e quello potenziale è di 130 milioni di euro secondo un'indagine condotta dal Centro di Ricerca in Economia, Finanza e Cooperazione allo Sviluppo della libera Università S. Pio V su un'elaborazione dei valori di mercato prospettici Istat, commissionata da Italease. Visto l'incremento del 129 della quota di ricchezza familiare destinata in attività reali, come gli «oggetti di valore», registrata da Banca d'Italia, e il censimento di 195mila italiani con oltre un milione di dollari in tasca, la possibilità che il mercato dell'arte cresca ancora del 24 appare reale secondo Roberto Guida, responsabile della ricerca e docente di Economia degli intermediari finanziari dell'Università romana. «L'attuale valore del mercato, stimato da Nomisma a fine 2006, di 550 milioni di euro potrebbe aumentare», prosegue Guida, «con un effetto di trascinamento su potenziali acquirenti non in grado di sostenere la spesa». Sensibili all'acquisto di beni d'arte, secondo l'indagine, sono soprattutto i frequentatori di mostre, laureati e diplomati, spesso insegnanti, impiegati {non imprenditori o professionisti) di età tra i 25 e 45 anni e residenti in città disposti a sottoscrivere uno strumento finanziario bancario rateale (60 del panel). Un vorrei ma non posso perché l'intenzione d'acquisto spesso rimane lettera morta per mancanza di disponibilità economiche e d'informazioni su dove trovare e come valutare le opere. «L'incapacità di valutare la veridicità dell'opera (paura dei falsi) e della sua reale quotazione sono i due nodi fondamentali da sciogliere» conclude Guida. «Insomma se vi fosse un soggetto capace di colmare il fabbisogno d'informazione e disponibilità finanziaria il mercato potrebbe crescere soprattutto sull'arte contemporanea (post-guerra), che incontra i gusti di questi nuovi compratori, sia per numerosità di beni, sia per i prezzi». La pittura va dal minimo di 5mila euro e al massimo di 25mila e la scultura da 5mila a 35mila, secondo Nomisma. Nel Regno Unito esiste un'agenzia pubblica che sostiene il mercato, in Italia sono le banche a finanziare il servizio, certo non a tasso zero. L'offerta italiana. Sulle basi dell'indagine dell'università di Roma Banca Italease ha ridisegnato il suo portafoglio leasing per l'acquisto di opere d'arte. «ItaleaseArte si differenzia perché include il finanziamento dei servizi fino a un massimo dell'8 del valore del bene» spiega Luca Sommacal, responsabile dell'Ufficio prodotti leasing e iniziative speciali della banca leader di mercato che ha stretto un accordo con Open Care, società di servizi integrati per la gestione e valorizzazione del patrimonio artistico. «Proponiamo tre tipologie di prodotto di durata quinquennale per le persone fisiche (collezionisti) e settennale per enti pubblici, banche, imprese e fondazioni: leasing tradizionale, full leasing, sales lease back». Quest'ultimo prevede un patto di riacquisto, che consente l'acquisto da controparti terze pubbliche dell'opera o collezione (il ministero ha la certezza che il bene resta di sua proprietà). Il full leasing oltre al finanziamento offre servizi accessori come perizia, trasporto, deposito e custodia (summer recovery ne 4.000 mq dei caveau di Open Care) e manutenzione ordinaria. L'opera è finanziata al 100 del suo valore, con uno spread del 4 sui tassi medi di mercato, con un massimo di anticipo da parte del cliente fino al 10 per cento. I limiti minimi d'intervento sono dai 10mila euro in su, in base alle garanzie del cliente (fidejussioni, garanzie bancarie o di soci). Il contratto di solito si chiude con il riscatto dell'opera e il pagamento dell'opzione d'acquisto che va dalT 1 al 10 del valore. «Ora stiamo costruendo la rete di operatori, dai galleristi alle case d'asta, dove proporre i prodotti» conclude Sommacal. Fiscalità. Per professionisti, fondazioni e imprese vi è la dilazione del pagamento Iva (20). Se è reddito da impresa e il leasing è su un bene strumentale, vi è la deduzione totale del canone, se è un bene di rappresentanza l'Iva è indetraibile e la deducibilità del canone è pari a un terzo della somma canoni per cinque anni. Se è reddito da lavoro autonomo la deducibilità massima è dell'1 dei compensi percepiti nei periodi d'imposta precedenti e l'Iva è indetraibile. L'Iva scende al 10 solo in caso si acquista l'opera direttamente dall'artista, dagli eredi o è importata dall'estero (solo nell'atto di compravendita, mentre nel contratto leasing resta al 20).