MANTOVA. Mantova può ancora salvarsi, può difendere la sua bellezza e il suo paesaggio dall'aggressione dell'inciviltà. E' il messaggio lanciato da Salvatore Settis durante il confronto a più voci sul piano per il futuro della cultura presentato dal professore. Settis ha risposto alle critiche ma ha parlato anche di vincoli e tutele. E il sindaco Brioni ha candidato Mantova al ruolo di città esemplare. Presentazione, confronto e via. Metabolizzati critiche e suggerimenti, il piano Settis è pronto a essere testato sul campo. Il primo passo prevede la messa in rete tutte le istituzioni culturali che sono diretta espressione del Comune. Ad anticiparlo è il sindaco Fiorenza Brioni: «Si partirà da una valutazione del Centro internazionale d'arte e cultura di Palazzo Te, dalla nomina del comitato scientifico e dalla definizione della sua natura giuridica». Un altro passaggio decisivo sarà la nascita del "Consiglio della città sulla cultura", «luogo di ideazione e azione condivisa». Il tutto in linea con una nuova sensibilità che il sindaco avverte prepotente: «Parole e pensieri che si stanno rincorrendo in tutto il Paese. Parole e pensieri che chiedono una nuova consapevolezza a partire da chi ha la responsabilità del governo del territorio». La Brioni è risoluta: «Sono tra chi sente che nell'epoca delle conoscenza il territorio, con le proprie unicità, sia una delle leve su cui contare nell'economia post industriale. Ritrovare lo spirito di ogni luogo è un antidoto all'anonimato e allo smarrimento. Un farmaco contro i non luoghi e l'omologazione culturale degli ultimi recenti anni». La riprogettazione del Paese può passare proprio da Mantova «una città che dispone di un patrimonio culturale così diffuso, importante, intenso». Per il sindaco «la cultura può imprimere un tono all'economia. Serve un'inversione di rotta, un cambio di passo rispetto a quanto è successo negli ultimi dieci anni. Basta con l'alienazione dei beni culturali come fossero gioielli di famiglia da svendere nei momenti di difficoltà. Basta con interventi invasivi che distruggono il paesaggio. Basta replicare format culturali da pensiero unico. Ho l'ambizione che Mantova diventi la città illuminata di una stagione luminosa». E il piano Settis? «Ha il pregio di esaltare compiutamente le nostre potenzialità culturali».