MANTOVA. Sostiene il professore che a Mantova la storia ha unito architettura, natura e paesaggio e l'uomo non dovrebbe osare separarli.. Sostiene pure che, in una città così, la Villettopoli sui lago non s'ha da fare e il polo chimico non si sarebbe dovuto fare, che i laghi che la circondano dovrebbero essere risanati e balneabili, che «una costante opera di contenimento della pressione speculativa» è, per chi la amministra e per chi la ama, un dovere morale e che quel che le serve non è una sforate già di marketing per «vendere» il prodotto, ma per migliorarlo, perché Mantova ha bisogno di qualità piuttosto che di quantità. Sostiene anche, il professore, che, perché il miglioramento ci sia, le istituzioni culturali della città dovrebbero superare le gelosie e passare «dall'arcipelago al continente», con una consulta per l'arte e la cultura e con un Centro di Palazzo Te, da trasformare in fondazione. Sostiene inoltre, il professore, che andrebbe costruita «una rete di interazioni» fra la città dei festival (della letteratura, della musica, dei teatro) e il sistema museale. Infine sostiene che «come fu nel passato un'isola circondata dai suoi laghi», Mantova potrebbe essere in futuro «l'isola-modello in cui si effettui un'esperienza avanzata di concezione globale della tutela, che cominci con il restauro dei paesaggio e dell'ambiente. Un modello di cui l'Italia e non solo l'Italia ha bisogno. Il professore è Salvatore Settis, direttore della celebre Scuola Normale Superiore di Pisa e tutte queste cose, e a dire il vero molte altre ancora, le ha sostenute nelle 65 pagine del «Progetto per il coordinamento del patrimonio culturale di Mantova» che il Comune gli ha commissionato (e che chi fosse interessato può consultare sul sito www,comune.mantova.it) . Ma siccome il professore non ha la bacchetta magica, ha chiesto che, del suo piano, si discutesse pubblicamente. E ieri, nella sala di Manto di Palazzo Ducale, invitato dal sindaco Fiorenza Brioni, ha risposto a suggerimenti e osservazioni arrivategli via lettera e via mail e sottoposto li piano all'esame di quattro saggi. Carla Di Francesco, sovrintendente regionale della Lombardia, ne ha elogiato l'ambizione a fare di Mantova un'isola-modello, ma ha sottolineato che ora il piano «andrà tradotto in un piano di gestione del territorio». Cristina Acìdini, Soprintendente per il polo museale fiorentino, ha aggiunto che «Mantova è ancora in tempo per evitare dì fare la fine di altre città d'arte come Firenze, che ha perso tutta ìa piana ovest, diventata un'appendice industriale verso Prato», Anche Stefano Baia Curioni, bocconiano della Fondazione Erga ha ribattuto: «Mantova ha tempo, ma non ha troppo tempo perché, a differenza di tante altre città, dal '98 al 2005 non è riuscita ad aumentare le presenze turistiche». E Sergio Polano, ordinario di storia dell'arte contemporanea a Venezia, ha proposto di essere ancora più ambiziosi: «Perché non fare di. Mantova la prima città d'Europa, dopo Venezia, del tutto vietata alle auto private?». Ai tanti che in queste settimane gli hanno imputato dì aver trascurato ora l'università, ora il teatro o la religiosità, il professore ha risposto che il suo incarico era circoscritto e non poteva comprendere tutto. E qualcuno ha anche pronosticato che nella Mantova malata dì «spirito da parrocchietta» non si riuscirà a coordinare nulla. Ivi a, sostiene il professore, sono proprio i mantovani a dover essere all'altezza del suo piano.
Progetto cultura. Settis sfida Mantova
Il professore Salvatore Settis, direttore della Scuola Normale Superiore di Pisa, ha presentato un piano per il coordinamento del patrimonio culturale di Mantova. Il piano prevede la creazione di un centro di Palazzo Te, la trasformazione dell'arcipelago in un continente, la creazione di una rete di interazioni fra la città dei festival e il sistema museale, e il restauro dei paesaggi e dell'ambiente. Il professore sostiene che Mantova dovrebbe essere un'isola-modello per la tutela del patrimonio culturale e che le istituzioni culturali della città dovrebbero superare le gelosie e lavorare insieme.
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