Il Gruppo Archeologico organizza un ciclo di incontri: i ritrovamenti svelati dai maggiori esperti "Abbiamo un sogno: far riaprire la galleria tra il lago dAverno e la grotta di Cocceio" Cuma era molto più grande di quel che sembra e il suo mistero è ora un po più chiaro. Al momento disponiamo solo dellacropoli, della città romana che arriva fino allArco Felice, ma ai piedi dellattuale parco archeologico, lato monte, il territorio di Cuma si estendeva nel regno dei cavalli di Nuvoletta che qui correvano in corse clandestine per il boss, e ancora oltre, dove il demanio ha provveduto a incamerare le decine di ville abusive di moderni centurioni che premevano per mettersi di casa vicino alla sibilla. Da lunedì il Gruppo Archeologico Napoletano organizza un ciclo di incontri per far raccontare dai grandi esperti dellarcheologia le nuove scoperte nel territorio di Cuma grazie al Progetto Kyme, che ha dotato di fondi europei le due università Federico II e Orientale, la Soprintendenza e il centro francese Jean Bérard. A ciascuno degli enti è stato assegnato un pezzo di territorio cumano per studiarne gli antichi tracciati viari. Una parte dei reperti trovati nel corso di questi anni si può vedere al Castello di Baia. Le università si sono divise così i compiti: allOrientale sono toccate le mura settentrionali, e la scoperta di DAgostino è stata una porta dalla quale usciva una delle vie di Cuma. La Federico II ha concentrato sul foro la sua attenzione: dal nuovo scavo è venuta alla luce una serie di fornaci del periodo tardo-romano, quando i templi dellacropoli venivano spogliati delle decorazioni in marmo per ricavarne calce destinata a costruzioni meno importanti. La dimostrazione che il foro, dopo la caduta dellimpero, è rimasto aperto per altre attività. Nella zona della Masseria del Gigante, dove era stato trovato lenorme torso di Giove conservato al Museo Archeologico di Napoli, invece, sono venute alla luce le fondamenta di altre strutture, proprio dove sorgerà il centro accoglienza per i visitatori quando il parco archeologico sarà ampliato (è già in costruzione un parcheggio). Il Centro Bérard, che ha effettuato con le università e la soprintendenza i suoi studi flegrei, si è spostato verso il litorale in cerca del misterioso porto di Cuma e intanto ha allargato le nostre conoscenze sul tempio di Iside che già i lavori di metanizzazione sulla spiaggia avevano intercettato. Le conferenze del Gan si terranno al Maschio Angioino: lunedì la prima (alle 17, alla Società di Storia Patria) con Bruno DAgostino, tra i massimi esperti al mondo di Etruscologia e ordinario allOrientale, che parlerà di "Larcheologia della paura: le fortificazioni settentrionali di Cuma". Il 30 aprile (Antisala dei Baroni) Jean Pierre Brun e Priscilla Munzi illustreranno gli scavi del Centre Jean Berard a nord delle mura di Cuma. Il 7 maggio ancora nella bella sede di Storia Patria Carlo Gasparri e Giovanna Greco parleranno di "Nuovi scavi nel Foro di Cuma 2: il portico meridionale e la Masseria del Gigante. Il 21 maggio nellAntisala dei Baroni Paolo Caputo spiegherà gli interventi della Soprintendenza archeologica di Napoli e Caserta. (info 081 5529002; 338 4031994). «La speranza è che larea archeologica diventi più ampia e leggibile - dice Rosario Serafino, del Gruppo archeologico che promuove liniziativa di divulgazione della ricerca - il sogno è attuare il progetto di ripristino mai cominciato di riaprire la galleria che collega il lago dAverno con la grotta di Cocceio, minata dai tedeschi in ritirata dalla II guerra mondiale, che farebbe uscire i visitatori scenograficamente sul foto di Cuma. Leffetto sarebbe strabiliante, come quando fu aperta la grotta di Seiano».
Campania. Splendori e misteri di Cuma. Il foro, le mura e le porte: le scoperte della città romana
Il Gruppo Archeologico Napoletano organizza un ciclo di incontri per far raccontare dai grandi esperti dellarcheologia le nuove scoperte nel territorio di Cuma grazie al Progetto Kyme. Le università Federico II e Orientale si sono divise i compiti: allOrientale sono toccate le mura settentrionali, mentre la Federico II ha concentrato sul foro. Il foro è stato scoperto con fornaci del periodo tardo-romano e reperti che dimostrano che è rimasto aperto per altre attività dopo la caduta dellimpero. Altre scoperte sono state fatte nella zona della Masseria del Gigante, dove sono venute alla luce le fondamenta di altre strutture.
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