Da due anni e mezzo lex dimora dei Florio ospita 20 famiglie di senzatetto Viaggio tra i pavimenti di maiolica divelti e il giardino-discarica Tesi di laurea con le foto scattate prima e dopo "Qualcosa si può salvare" La Procura ha aperto uninchiesta la Soprintendenza ha ordinato lo sgombero. Vertice tra il prefetto e il direttore generale del Comune La professoressa Renata Prescia "Potrebbe diventare un centro di assistenza sociale, ma un bene con questa storia va tutelato" Quella che un tempo fu la dimora dei Florio oggi è una costruzione decadente e abbandonata. Villa Pignatelli, nella Piana dei colli a San Lorenzo, da due anni e mezzo ospita una ventina di famiglie che nellottobre del 2004 vennero sgomberate dalle case che avevano occupato abusivamente in via Mozambico. In questi anni è stata saccheggiata e vandalizzata. La Procura, da qualche settimana, ha aperto unindagine. La Soprintendenza ai Beni culturali, più di un mese fa, ha chiesto al Comune di liberare subito la villa e di trovare unaltra sistemazione per le famiglie. Così ha fatto anche la Curia, proprietaria degli immobili, pronta a portare lamministrazione davanti a un giudice. Ma gli sgomberati di via Mozambico sono ancora in via Florio. Stamattina il direttore generale del Comune, Gaetano Lo Cicero, incontrerà il prefetto Giosuè Marino: «Dovremmo trovare una soluzione», dice Lo Cicero. Intanto la villa è una landa di desolazione. Da lontano si vedono panni stesi al sole ad asciugare, ma dellantico splendore resta ben poco. In due anni sono sparite le statue, le inferriate e le balaustre disegnate da Basile. È scomparso il grande chiosco in ferro, anche questo di Basile. Sono state rubate tutte le lastre di marmo degli scaloni, e le scale sono in parte crollate. Sono stati divelti i pavimenti di maiolica antica ed è sparita la balaustra con le colonnine in marmo dellampia scalinata che porta nel giardino storico, oggi ridotto a una discarica. I dipinti murali a tempera, realizzati nellOttocento dal pittore monrealese Antonino Leto, sono fortemente danneggiati. Mentre la villa va in pezzi, i senza casa vivono in condizioni igieniche precarie. Alcune famiglie si sono sistemate nella parte nuova della costruzione, quella realizzata da Ernesto Basile nel 1908. Altri invece si sono piazzati proprio allinterno della costruzione sette-ottocentesca: occupano solo il piano terra, però. I piani superiori, infatti, sono irraggiungibili: le scale sono distrutte. Le ultime mattonelle rimaste sono accatastate in una stanza, in attesa di essere portate via. Le famiglie che vivono nella villa hanno i bagni in comune, con lacqua che va e viene. Poi cè chi ha trovato posto nella palazzina, realizzata negli anni Cinquanta, che un tempo ospitava una scuola. Le stanze, in cui vivono anche bambini piccoli, hanno pareti ammuffite. Il pranzo e la cena vengono preparati su fornellini da campeggio. Anna Meli, Lilli De Luca, Rosalia Pizzurro, Rosy Zito, le mamme ospiti dellopera pia, andrebbero subito via. Ma le case che sono state loro assegnate dal Comune, sono tutte occupate abusivamente. Una è allo Zen, unaltra a Roccella. E poi ci sono un appartamento in viale Michelangelo e un altro in via Mozambico. Tutti occupati. Di sgomberi forzati, per ora, non si parla. In questi due anni le mamme hanno fatto il possibile per trasformare gli spazi, inospitali, in piccole case. I figli dellopera pia sono già cinque. Bimbi nati senza un tetto, tra le rovine di Villa Pignatelli. Per loro le stanze che un tempo erano aule, presidenza, palestra e mensa sono casa. Dove prima cerano le cattedre delle maestre, adesso ci sono i letti a due piazze e gli armadi. Il corridoio, prima usato dagli studenti per entrare e uscire dalle aule, è diventato un disimpegno arredato di tappeti, tavolini, divani, quadri, specchiere a muro e tendine a fiori. «Siamo esasperate - raccontano le mamme - non sappiamo ancora quanto tempo resteremo qui. Sappiamo che ci butteranno fuori da un momento allaltro. Ma dove andremo?». Anna Meli parla stringendo a sé la figlia Alessandra: «Mi hanno assegnato una casa, ma è occupata. Per il Comune, sulla carta, il mio caso è risolto. Invece il mio dramma continua». E mentre le famiglie vivono ore di angoscia, cè già chi pensa a come recuperare la villa quasi del tutto distrutta. Claudio Cristiano e Giuseppe Teresi si sono laureati ieri in Architettura con una tesi di denuncia sullo stato di Villa Pignatelli: hanno presentato un progetto di restauro conservativo. «Quattro anni fa - raccontano - abbiamo studiato la villa con la professoressa Renata Prescia, che è anche la nostra relatrice, per lesame di Restauro architettonico. Siamo andati a visitarla ed era in ottimo stato. Abbiamo poi deciso di approfondire lo studio della costruzione attraverso la tesi di laurea. Ci siamo tornati, ma era tutto distrutto». Il primo pannello dellesposizione del lavoro di Cristiano e Teresi mostra le foto fatte prima e dopo larrivo della famiglie allopera pia. «Sono spariti i balconi, le inferriate, le scale, i gazebo - dicono i neo-laureati - noi proponiamo un recupero conservativo della villa: salvare ciò che può essere salvato e recuperare quello che sta per essere distrutto». «Abbiamo immaginato la villa - spiega la professoressa Prescia - come un centro di assistenza sociale, visto che i locali sono della Curia. Capisco che le famiglie non potevano restare per strada, ma un bene architettonico con questa storia va salvaguardato».
Palermo. Villa Pignatelli, scene da un disastro. Sparite le opere di Basile. Due neo-architetti:
La villa Pignatelli, a San Lorenzo, ospita da due anni e mezzo 20 famiglie di senzatetto. La villa, una volta dimora dei Florio, è stata saccheggiata e vandalizzata. La Procura ha aperto un'indagine e la Soprintendenza ha ordinato lo sgombero. Il Comune e la Curia hanno chiesto di liberare la villa e trovare un'altra sistemazione per le famiglie. Tuttavia, le famiglie sono ancora lì. Il direttore generale del Comune ha incontrato il prefetto per trovare una soluzione. La villa è stata devastata, con la perdita di statue, inferriate, scale e pavimenti di maiolica.
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