PALERMO L'affaire Agrigento ha i colori di duemila manifesti che non presentano il volio di un candidato alle amministrative di maggio ma raffigurano un abuso edilizio, che non chiedono un voto ma accusano un procuratore della Repubblica. Duemila cartelli alti un metro, decisamente insoliti, che questa mattina compaiono sui muri della città dei Templi e da domani saranno affissi anche a Palermo, li ha fatti stampare Giuseppe Amone, leader storico dell'opposizione agrigentina, attuale vicepresidente del consiglio comunale (Margherita) e dirigente di Legambiente, che ha deciso di denunciare nel modo più plateale il capo della Procura Ignazio De Francisci, reo a suo dire di insabbiare importanti inchieste di mafia e corruzione. E di lasciar correre speculazioni edilizie che, denuncia Arnone, stanno deturpando il volto della Valle dei Templi. Nei manifesti c'è la foto di un cantiere grande quanto 4 campi di calcio, in contrada Villaseta, zona di cosiddetto "pre-parco": per costruire lì un centro commerciale, una cordata che avrebbe fatto capo all'imprenditore Gaetano Scifo arrestato nel 2004 per mafia e scarcerato dopo tre mesi (a suo carico è rimasta l'accusa di corruzione) si sarebbe avvalsa di licenze edilizie irregolari, ottenute da dirigenti «infedeli» del municipio. E poi c'è il paradiso di Timpa dei Palombi, oggetto di una speculazione edilizia che portò nell'agosto del 2001 al sequestro di 40 villette abusive. I pm di Agrigento avevano contestato a stretti collaboratori del sindaco Aldo Piazza (Forza Italia) l'appartenenza all'associazione per delinquere che avrebbe costruito dentro gli uffici del Comune l'affare. Ma la Cassazione ha disposto il dissequestro delle villette perché i reati edilizi sono andati prescritti. Arnone lamenta anche altre omissioni, come quella che riguarda la villa dell'ex sindaco Calogero Sodano (Udc), realizzata all'interno del parco. Sodano è stato condannato dal tribunale per abuso, truffa e falso. La costruzione non è stata mai demolita e ora il vicesindaco sollecita il procuratore De Francisci a un nuovo provvedimento di sequestro. Abusi che sfregiano il volto di un patrimonio dell'umanità tutelato dall'Unesco. In questo scenario, Arnone punta il dito su De Francisci: «Una Procura inadeguata, per inerzia e ritardi, sta ancora una volta consentendo ai delinquenti di conseguire il profitto dei loro reati», denuncia nei manifesti il vice sindaco, che conduce senza pause una dura campagna a colpi di libri e denunzie televisive. Il magistrato, che negli anni '80 fu componente del pool antimafia a Palermo, si dice stanco di questo martellamento. Sbuffa, ma non entra nel merito delle accuse: «Le regole che disciplinano l'attività dei magistrati mi impediscono di rispondere. Ho inviato alla Procura di Caltanissetta, al Csm, alla Procura generale di Palermo tutti gli atti delle inchieste. Certo, le iniziative di Arnone sono singolari: sono tose che accadono solo ad Agrigento, la terra di Pirandello. Continuo a lavorare con il sostegno di 14 colleghi. Credo che ci siano tutti gli estremi dei reati di calunnia e di diffamazione. Un'impressione? Credo che a tutti questa vicenda conclude Francisci non sia estraneo il cli ma da campagna elettorale».
Agrigento, accuse alla procura "Non ferma gli abusi nei Templi"
Agrigento, un gruppo di manifesti con foto di cantiere e villette abusive è stato trovato sui muri della città dei Templi. I manifesti, realizzati da Giuseppe Amone, leader storico dell'opposizione agrigentina, denunciano l'insabbiamento di inchieste di mafia e corruzione da parte del procuratore Ignazio De Francisci. Amone accusa De Francisci di permettere la speculazione edilizia e l'abuso di licenze irregolari, danneggiando il patrimonio dell'umanità della Valle dei Templi. I manifesti mostrano foto di cantiere e villette abusive, tra cui una speculazione edilizia a Timpa dei Palombi e una villa dell'ex sindaco Calogero Sodano.
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