VINCOLI meno rigidi nei siti di interesse comunitario e nelle zone di protezione speciale, al centro di una legge che l'Ars avrebbe dovuto iniziare a discutere proprio ieri. Ma nel frattempo l'assessore regionale al Territorio e Ambiente, Rossana Interlandi, ha tagliato la testa al toro: con due decreti emanati ieri, ha revocalo il divieto rii costruzione nelle zone Sic e Zps. Il primo provvedimento riguarda «la certezza dei tempi e la possibilità di effettuare opere senza dover fare le procedu -re di valutazione di incidenza», il secondo chiarisce «la non equiparazione delle zone Sic e Zps alle aree naturali protette, che in passato aveva creato notevoli problemi in diverse province della Sicilia, soprattutto in relazione al rilascio del-le nuove concessioni edilizie». Ma sui provvedimenti dell'assessore è polemica: i Ds accusano Interlandi di aver fatto «un colpo di mano» in una materia sulla quale il Parla mento, che ha rinviato il disegno di legge in commissione Ambiente, non si era ancora espresso. Non sarà dunque più necessaria la valutazione preventiva dell'assessorato per le ristrutturazioni edilizie interne, per le pratiche colturali tradizionali, per il rifacimento dei muretti a secco e per molte al tre opere minori che finora erano soggette al parere vincolante della Regione. La questione interessa una porzionedi territorio molto vasta: in Sicilia i sitidi interesse comunitario sono 218, di cui 47 dichiarati zone a protezione speciale per l'a-vifauna. I confini erano stali determinali dagli uffici della Regione a pochi giorni dalla scadenza dei termini imposti dall'Unione europea, e nella perimetrazione erano state comprese molte aree per esempio, il bacino marmifero di Custonaci dove si trovano insediamenti produttivi. Ai quali finora è stata vietata anche la semplice ristrutturazione di un capannone. «Abbiamo finalmente risolto spiega l'assessore le questioni poste dalla presenza del le zone protette e abbiamo dato risposta alleesigenze dei territori. Adesso molte opere non avranno più bisogno di valutazioni, e ci saranno tempi certi per le amministrazioni e i cittadini». I Ds vanno all'attacco: «Con i due nuovi decreti, l'assessore Interlandi concretizza un progetlo che da tempo il centrodestra sta portando avanti nell'Isola, la cementificazio-ne selvaggia delle coste», critica il segretario cittadino dei Ds, Davide Faraone. «Siamo stupiti e amareggiati- aggiunge il parlamentare regionale Giuseppe Apprendi di fronte a quello che è stato un vero e proprio sgarbo istituzionale. L'assessore Interlandi revoca il divieto di costruzione nelle zone Sic e Zps proprio mentre il Parlamento discute un disegno di legge sulla stessa materia. Ma quando si stabiliscono norme in materia ambientale è necessaria la massima attenzione e non certo improvvisati colpi di mano». Gianni Villari, vice presidente della commissione Ambiente, chiede che l'Ars «accolga immediatamente la richiesta presentala da diverse associazioni ambientaliste di essere ascoltate in merito al ddl sulle zone Sic e Zps». Nell'agenda dcll'Ars c'è anche la legge che fissa i tetti massimi per le prescrizioni dei medici di famiglia. Ieri la commissione Sanità ha dato il via libera alla norma, contenuta nella manovra per il risanamento dei conti sanitari del 2006, che andrà all'esame dell'aula nella prossima seduta. Approvata anche la mozione di Giovanni Ardizzone (Udc) sulla gestione dei traghetti nello Stretto di Messina. «Chiederò l'intervento immediato dell'Antitrust perché si spezzi al più presto il monopolio dei privati che operano nello Stretto a totale svantaggio del servizio pubblico gestito da RFI», annuncial'assessore ai Trasporli, Dore Misurata, che il 13 aprile discuterà della questione Stretto con il ministro Alessandro Bianchi.