Il piano Settis entra nella fase due: alla presentazione nell'aula consiliare dello scorso 23 gennaio, oggi seguirà un confronto a più voci sul progetto. L'appuntamento, aperto a tutti, è a Palazzo Ducale, Sala di Manto, alle 17 (con ingresso da piazza Castello). Oltre al direttore della Normale di Pisa, interverranno: Cristina Acidini, sovrintendente speciale per il polo museale fiorentino, Stefano Baia Curioni, direttore della Fondazione Erga, Carla Di Francesco, direttore regionale per i beni culturali e paesaggistici, Sergio Polano, ordinario di storia dell'arte contemporanea all'Università di Venezia. A suggerire «una discussione pubblica del documento con alcuni riconosciuti esperti», successiva alla presentazione agli amministratori, era stato lo stesso Settis nelle prime pagine del suo "Progetto per Mantova" (consultabile sul sito www.comune.mantova.it). A fare gli onori di casa, oggi in Ducale, saranno il sovrintendente Filippo Trevisani e il sindaco Fiorenza Brioni. A gennaio Settis si era congedato dagli intellettuali riuniti nell'aula consiliare lasciando loro il suo indirizzo di posta elettronica. Nelle settimane successive il dibattito era continuato anche sulle pagine della Gazzetta. Adesso è il momento di portare a sintesi suggerimenti e osservazioni. Giovandosi del parere di quattro esperti. A moderare il confronto sarà il giornalista della Gazzetta di Mantova, Stefano Scansani. Nel suo progetto, Settis ha formulato una proposta operativa per ricomporre la segmentazione delle iniziative culturali utilizzando al meglio le forze già esistenti. Nel dettaglio, il professore ha individuato due soggetti. Il primo è la "Consulta mantovana per l'arte e la cultura", ovvero un organismo consultivo in cui tutte le organizzazioni e istituzioni culturali cittadine siano debitamente rappresentate (statali, regionali, provinciali, comunali, religiose, comunitarie, private). Questa consulta potrebbe essere costituita da una figura di vertice per ciascuna delle istituzioni o associazioni culturali e includere anche le sovrintendenze, la direzione dell'Archivio di Stato, rappresentanti di Provincia e Regione e una rappresentanza dei Comuni della Grande Mantova. La seconda realtà è una struttura comunale con compiti di progettazione e, il Centro Te, è stato indicato come l'organismo prescelto. Organismo che potrebbe prendere la forma di Fondazione (inglobando le Fondazioni Alberti e Mantova capitale europea dello spettacolo). La discussione è ancora aperta.