Una sala prove per band emergenti al posto della cella frigorifera dell'ex Mattatoio comunale di Aprilia. Labora-tori di musica, cinema e fumetto ospitati nelle scuole dei più piccoli centri rurali. Teatri che riaprono al pubblico dopo anni di abbandono e, come nel caso del Bonapartia-no di Canino (in provincia di Viterbo) organizzano spettacoli di danza pur senza avere ancora sistemato le poltrone in platea. Il Rinascimento culturale del Lazio sembra alle porte, favorito da progetti come le «Officine della cultura» promosso dalla Regione Lazio. Finanziate con un bando da 1,1 milioni di euro per il biennio 2006-2007, le dieci Officine hanno presentato ieri i primi risultati della loro attività. «In tutto sono stati coinvolti 60 comuni di tutte le province laziali - nota Giulia Rodano, assessore alla Cultura della Pisana -. In sei mesi sono stati attivati 45 laboratori artistici che hanno coinvolto più di mille cittadini e circa 30 mila spettatori della nostra regione». Teatro, musica, arte, cinema, scuole di scrittura e danza hanno praticamente bussato alle porte degli abitanti dei piccoli paesi della Tuscia e della Sabina, dell'Agro romano e dell'area Pontina. «Un esperimento unico in Italia - aggiunge la Rodano - con cui abbiamo scavato nel territorio alla ricerca delle migliori energie creative. Il nostro scopo è costruire una comunità artistica locale altamente professionale e una domanda permanente di cultura da parte della cittadinanza». Grazie alle Officine e al progetto di recupero architettonico dei luoghi di cultura portato avanti in contemporanea dalla Regione Lazio, sono stati riaperti teatri storici come La Rotonda di Monte Romano, piccolo borgo della Maremma Laziale. Qui opera l'Officina culturale «Città teatro» che è riuscita a mettere su un vero e proprio cartellone e a organizzare una compagnia di un centinaio di attori non professionisti. Anche gli abitanti di Pontinia hanno riavuto il loro teatro, il Nuovo Max affidato all'Officina «Altri teatri». In altre zone dove le strutture non erano presenti, invece, le Officine hanno dovuto conquistare nuovi spazi per poter mettere su rassegne e laboratori creativi. E se a Poggio Mirteto l'associazione «20 case d'argilla e di canna selvatica» ha portato il teatro nelle scuole e nelle biblioteche dell'intera Sabina, ad Aprilia, i giovani dell'associazione «La freccia» hanno trasformato un ex mattatoio in uno spazio aperto ai gruppi rock e han persino fondato un'etichetta musicale. Interessante il programma offerto nel Frusinate dal collettivo «Area 06» formato da ben 7 diverse associazioni: oltre a reading e incontri con autori, anche corsi di fumetto e di audiovisivi. «Gran parte del merito va agli artisti - dice Enzo Ciarravano, della direzione regionale Beni e attività Culturali della Regione Lazio - che hanno capito lo spirito di iniziative come queste dove il teatro è visto come un fatto civile. Rilanceremo l'iniziativa dopo l'estate, con un nuovo bando per il biennio 2008-2009».