LUCCA. «Se tutti i volumi delle serre fossero trasformati in civili abitazioni sarebbe disastro. È, quindi, necessario, attivare un meccanismo di forte, anzi fortissima, autoregolamentazione». Almeno in attesa della modifica del Codice Urbani e della possibilità delle Sovrintendenze di incidere in modo diretto sui piani regolatori. Così parla il sottosegretario ai Beni culturali, Andrea Marcucci che ammette l'impossibilità, per il ministero, di fermare il cemento in zone agricole. L,a legge - ricorda iviarcucci -non consente alle Sovr intendenze di entrare nel merito delle previsioni dei piani regolatori. Sottosegretario, perché la Sovrintendenza non può fermare la cementificazione delle aree rurali? «A oggi non possiamo intervenire perché la legge dice che la consultazione delle Sovrintendenze al momento della stesura dei piani regolatori è volontaria. È una scelta che dipende dai Comuni. Se, quindi, in un piano regolatore è inserita (come a Lucca) una norma che consente di trasformare le serre in appartamenti noi non possiamo fare nulla. Tuttavia, stiamo lavorando a una modifica del codice Urbani, in modo da rendere obbligatoria la consultazione delle Sovrintendenze in fase di programmazione urbanistica. La modifica del Codice punta a includere le Sovrintendenze nel processo autorizzativo dei piani urbanistici. Abbiamo una commissione che sta già lavorando ale modifiche, ma sono necessari tempi tecnici per modificare una legge dello Stato». Il nuovo codice Urbani darà più potere alle Sovrintendenze? «Se il Codice verrà modificati, le Sovrintendenze saranno titolate a intervenire sui piani urbanistici. Oggi possono solo ve-rificare l'esistenza dei vincoli sulle aree nelle quali sono previsti gli interventi)). Fino all'entrata in vigore del nuovo Codice, non è possibile fare niente per evitare di trasformare le campagne in nuovi quartieri? «Alcune iniziative sono già in corso. Abbiamo avvertito la direzione regionale dei Beni culturali: nelle prossime settimane verrà organizzata una riunione con tutte le sovrintendenze presenti in Toscana per tracciare un quadro preciso della situazione e per individuare comportamenti omogenei per tutte le zone. Comportamenti che dovranno essere di massima attenzione ala tutela del paesaggio e del patrimonio culturale». Le Sovrintendenze, al momento, hanno le mani legate, eppure ci sono movimenti, comitati, associazioni che reclamano, invece, un intervento deciso del ministero per bloccare la cementificazione di aree di particolare pregio paesaggistico, dalla Val d'Orcia alla Lucchesia. A queste associazioni che cosa risponde? «Che sono un valore aggiunto. Oltre a Italia Nostra, Legambiente ci sono molte associazioni e comitati che si battono per la tutela dell'ambiente. Viviamo questo fenomeno in termini positivi: dimostra che è cresciuta la sensibilità ambientale dei cittadini. Servono anche da stimolo e, infatti, le nostre Sovrintendenze sono molto attente a tutti gli interventi in corso. Ma ogni istituzione si deve attenere al proprio ruolo e la Sovrintendenza non si può sostituire, nella programmazione urbanistica, ai Comuni». Ma lei che cosa pensa della trasformazione delle serre in appartamenti? «Se tutti i volumi delle serre venissero trasformati in abitazioni sarebbe un disastro. Il meccanismo della normativa regionale, nato come virtuoso, oggi non lo è più per le leggi di mercato che hanno portato a livelli elevatissimi i valori dei terreni e degli immobili. Per questo è fondamentale attivare un meccanismo di forte autoregolamentazione all'interno delle amministrazioni comunali».