NAPOLI Continua il braccio di ferro tra Regione e ministero dei Beni culturali. Tra l'assessore Marco Di Lello e il ministro Francesco Rutelli per la gestione dei siti archeologici. La Regione da tempo aspetta la firma dell'accordo che sancisce il passaggio a Palazzo Santa Lucia oppure alla società mista (in maggioranza pubblica) Scabec di alcuni poli artistici minori. Firma che doveva essere posta in calce al patto il 3 aprile scorso. Rutelli, a Napoli per una conferenza organizzata dal nuovo segretario cittadino della Margherita Antonio Polito su Occidente e globalizzazione, non mette un punto alla vicenda. «Sto lavorando spiega il ministro per trovare un'intesa e ci siamo misurati con una tortissima obiezione in sede parlamentare (in commissione, infatti, l'accordo è stato bocciato all'unanimità, ndr). Resto dunque sulla linea di trovare un'intesa che mantenga la prerogativa di tutela in capo allo Stato e permetta la migliore collaborazione con la Regione e il sistema delle autonomie per quanto riguarda la gestione di alcune aree in collaborazione dello Stato». Non è chiarissimo Rutelli. La tutela dei siti archeologici, infatti, non è messa in discussione, resta centralizzata. È la gestione il punto nodale. E su questo il ministro dice ancora che stanno cercando un «sistema». E termina: «Spero e confido che ci sia la possibilità di trovare questa soluzione in coerenza con una strada che il ministero e la Regione Campania hanno intrapreso». «Se è così, allora perché non firma l'accordo?», è la reazione dell'assessore regionale. Che in aperta polemica con Roma non presenzierà venerdì 13 aprile alla presentazione del nuovo museo archeologico di Pontecagnano. «Aperto con i fondi Por dice Di Lello , verrà inaugurato il 28 aprile ma non potrà essere mai fruibile per mancato trasferimento della gestione alla Regione. Andrà a fare buona compagnia alle celle della Certosa di Padula che lo stesso Rutelli ha visitato nel febbraio scorso. Ma anche ai tanti siti dei Campi flegrei, tutti chiusi per carenza di personale». E prosegue ancora: «La lista non è mica finita. Ci sono sale del Museo archeologico non visitabili. A Pasqua abbiamo potuto aprire Capodimonte alla città ma perché abbiamo pagato gli straordinari ai dipendenti con soldi della Regione. È evidente che nella prossima programmazione 2007-2013 non finanzieremo nessun intervento di restauro se non ci saranno garanzie sulla gestione. Anche perché altrimenti saremo i primi ad incappare nelle sanzioni della Comunità europea. Ciascuno si assuma la propria responsabilità». Un'altra opera che fa parte del pacchetto Scabec è l'immobile del Sacro Cuore a Pompei, per cui la Regione ha destinato 11 milioni di euro per ospitare un centro espositivo dei siti Unesco. «Sta dentro l'accordo ministero-Regione termina Di Lello , ma se Rutelli non firma, il soprintendente De Caro ci ha fatto sapere che non si può muovere foglia, anche se quest'operazione è a costo zero per lo Stato». Insomma la vicenda è sospesa. E non pare possa trovare una rapida soluzione. Nella sala del Palazzo Doria d'Angri c'è il pienone nonostante in contemporanea il Napoli stia giocando una partita contro la Juve. Rutelli annuncia per oggi un incontro a Palazzo Chigi alla presenza di Prodi «con le forze produttive che si occupano di turismo. E uno dei punti chiave sarà proprio la possibilità di attirare investimenti certi per il turismo nel Mezzogiorno che significa portare ricchezza e lavoro, ma per farlo serve meno burocrazia».