Il viceministro degli Interni Marco Minniti ha sfiorato l'argomento, ma il presidente della Regione Claudio Martini è andato dritto al cuore del problema: «Prestiamo molta attenzione all'enorme flusso di denaro che gruppi di stranieri spendono nelle nostre città. Stiamo con le orecchie dritte perché l'acquisto di immobili e centri commerciali a prezzi qualche volta tripli a quelli del mercato, l'elargizione di mance stratosferiche, ci lasciano pensare ai tentativi, che ciclicamente si ripetono, della malavita organizzata di mettere le mani sulle nostre città». Non è un allarme-mafia, piuttosto la preoccupazione del governatore toscano di prevenire l'infiltrazione di nuove organizzazioni criminali: «Non voglio fare nomi e indirizzi» dice ancora Martini «ma segnaliamo costantemente ai prefetti le notizie che ci pervengono, in maniera sistematica». Il presidente della Regione dice queste cose alla firma del protocollo tra la Regione e il ministero degli Interni per la tutela del patrimonio artistico fiorentino. E lo fa con calore: «Non parlo delle solite comunità straniere, quelle che ci danno problemi di integrazione e di piccoli reati, una criminalità che definirei di prossimità e che forse è la più percepita. Parlo di gente che spende tanto denaro, che acquista grandi beni immobiliari e si circonda di un lusso sfrenato. Forse non è questa l'insicurezza maggiormente avvertita dalla gente, ma è quella più pericolosa, perché la grande mafia si porta dietro, a cascata, tante altre criminalità». Minniti ascolta, annuisce con la testa. Lui stesso, nel primo pomeriggio, ha incontrato nella sede della prefettura fiorentina tutti i prefetti, i comandanti regionali delle forze di polizia, i questori e i comandanti dei carabinieri di tutte le province toscane. Era l'occasione per annunciare che entro sessanta giorni saranno definiti i patti territoriali per la sicurezza previsti dall'accordo siglato tra governo e Anci, ma anche di fare il punto sulla situazione. E Minniti l'ha presa larga, dicendo che la Toscana «è una regione fondamentalmente sicura», del tutto «imparagonabile» ad altre regioni italiane e europee. Il viceministro ha anche fornito una tabella di comparazione del numero dei reati e dei crimini tra il primo semestre del 2005 e il primo semestre dell'anno scorso, con i dati che «rilevano un calo significativo». «Tuttavia - ha ammesso Minniti - resta elevata la percezione di insicurezza» e nella sua panoramica l'uomo di governo ha gettato lo sguardo su alcune situazioni specifiche. A cominciare dalla forte presenza di immigrati, superiore alla media nazionale e regionale, nelle aree di Prato e Empoli, ma anche al fenomeno della prostituzione e dello spaccio di stupefacenti nella zona di Montecatini «dove i reati sono esattamente il doppio rispetto al resto della provincia di Pistoia». E una segnalazione il viceministro l'ha dedicata anche a Livorno «dove - dice - ho incontrato il prefetto e il sindaco per tenere sotto controllo i fenomeni di bullismo e il pericolo di infiltrazioni estremistiche nella tifoseria calcistica». Minniti ha spiegato la sua politica con uno slogan: «Il nuovo fronte è quello della sicurezza partecipata», che poi significa una cooperazione tra le istituzioni e i cittadini. «Il problema - ha spiegato il viceministro - si affronta da varie angolazioni: contribuiscono i sindaci illuminando meglio le piazze e le strade, facendo una politica di inclusione sociale che tolga spazio al disagio e all'emarginazione, combattendo il degrado delle periferie. Sono le cose che il cittadino avverte come maggiore sicurezza nella vita di tutti i giorni».
Stiamo attenti, la mafia ci prova
Il presidente della Regione Claudio Martini ha espresso preoccupazione per l'enorme flusso di denaro speso da gruppi di stranieri nelle città italiane, che potrebbe essere utilizzato per infiltrare la malavita organizzata. Il viceministro degli Interni Marco Minniti ha confermato che la Toscana è una regione sicura, ma ha segnalato alcune situazioni specifiche, come la forte presenza di immigrati in alcune aree, il fenomeno della prostituzione e dello spaccio di stupefacenti, e ha annunciato la definizione dei patti territoriali per la sicurezza entro sessanta giorni. Il viceministro ha anche sottolineato l'importanza di una cooperazione tra le istituzioni e i cittadini per affrontare il problema della sicurezza.
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