DAL DAVID di Michelangelo al San Miniato, passando per la cupola del Brunelleschi, Firenze è una miniera di opere d'arte e monumenti, che hanno sempre più bisogno di protezione. A rendere la vita difficile ai vandali saranno le nuove tecnologie e la videosorveglianza: governo, Regione e Comune di Firenze hanno firmato ieri un protocollo che «sarà modello da esportare in tutte le città d'arte» ha spiegato il viceministro dell'Interno, Marco Minniti. Il primo passo dell'intesa (che prende le mosse dalla conferenza regionale sulla sicurezza dello scorso ottobre) è lo stanziamento di 100mila euro da parte della Regione per nuove telecamere, mentre il Comune si farà carico dell'installazione. Aumentano dunque gli occhi elettronici in città, a difesa dei «luoghi di esposizione o custodia dei beni culturali di maggior pregio». Non c'è ancora un numero preciso, ma le nuove telecamere si aggiungeranno alle 98 (34 in centro) già presenti e alle 18 che saranno installate entro settembre, come ha spiegato il sindaco Leonardo Domenici, che ha anche ricordato l'incremento di presenze turistiche in città. A decidere quali saranno i tesori d'arte da mettere sotto sorveglianza sarà una commissione coordinata dalla Prefettura e composta da rappresentanti di Regione, Comune, forze dell'ordine e soprintendenza per il polo museale, che si esprimerà entro il 30 giugno. Prevenzione e sicurezza all'insegna della collaborazione tra stato nazionale e istituzioni locali: per il presidente toscano Claudio Martini il meccanismo virtuoso dell'intesa sta proprio nella «sinergia fra tutti i diversi livelli istituzionali interessati alla conservazione dei beni artistici e storici». E Martini ha ricevuto rassicurazioni da Minniti anche in merito alla messa a punto del protocollo ('antenato' di quello firmato ieri) siglato nel novembre 2002 con l'allora ministro Pisanu, a pochi giorni dal Social Forum. Ma la visita di ieri è stata per il viceministro dell'Interno anche l'occasione per confrontarsi con prefetti e questori toscani sulla situazione nella nostra regione. Un quadro omogeneo, ha spiegato Minniti, con aspetti specifici: dalla forte immigrazione a Prato ai problemi di bullismo e tifoserie sulla costa. Ma in Toscana «il tema da affrontare non è tanto quello di una insicurezza diffusa, che non c'è, quanto quello di una sensazione di insicurezza». Il nodo insomma è la percezione. Se la Toscana è una regione sicura (lo dice il confronto con realtà italiane e europee) e i reati a Firenze diminuiscono, i cittadini non si sentono tranquilli. Per far fronte a questo la chiave è una «sicurezza partecipata, una fortissima cooperazione tra istituzioni locali e stato nazionale»: perché «la sicurezza è una questione complessa - conclude Minniti - da scrivere a più mani, con il controllo del territorio da parte delle forze dell'ordine e della polizia locale e con interventi, dall'illuminazione pubblica all'inclusione sociale, che sono nella disponibilità degli enti locali». Di qualche giorno fa è la firma del protocollo governo-Anci sulla sicurezza urbana: i patti territoriali saranno definiti entro 60 giorni. Intanto a lanciare un nuovo allarme a Firenze è l'episodio che martedì ha coinvolto una vigile, colpita durante un controllo in S.Lorenzo: per il prefetto De Martino «è il prezzo che si paga per l'impegno delle forze dell'ordine». E il questore Tagliente ha spiegato che scatteranno «ulteriori misure, con azioni di prevenzione e contrasto nelle aree a rischio». Interventi per la sicurezza diversificati «per aree, obiettivi, fasce orarie e giorni della settimana».