UN MILIONE PER OTTO Il Castello è il più visitato. Ma non basta a vincere la sfida Lobiettivo: dare alla metropoli degli affari anche una vocazione da capitale del turismo culturale Ma le sedi delle esposizioni permanenti sono spesso disertate dal pubblico. Con poche eccezioni Il paradosso più clamoroso è quello dellArcheologico: lingresso a pagamento ha ridotto il pubblico, ma il 70 per cento entra gratis A giorni la decisione definitiva di Sgarbi, che anticipa: biglietto solo per accedere alle collezioni dello Sforzesco -------------------------------------------------------------------------------- Milano città darte? Si ricomincia puntualmente a parlarne ogni anno in primavera, e i flussi turistici delle ultime stagioni incoraggiano pensare le ricchezze culturali milanesi siano un patrimonio da scoprire meglio. «Il problema è che i capolavori darte di Milano sono troppo poco conosciuti spiega larchitetto Giuseppe Napoleone, direttore del Cenacolo Vinciano, uno dei luoghi più visitati dai turisti con unaffluenza giornaliera di mille persone -. Si dovrebbe lavorare di più a livello di comunicazione». Innanzitutto creando una rete fra i vari istituti di cultura e un unico sistema di informazione e di accoglienza. «Milano sta cercando di valorizzare le istituzioni che rappresentano la sua storia dice la direttrice del Museo Poldi Pezzoli, Annalisa Zanni -. Lultimo segmento che le manca è creare una collaborazione fra istituti, cultura, turismo e fiera». E un progetto per un circuito di case museo milanesi (Bagatti Valsecchi, Poldi Pezzoli, Casa Boschi di Stefano, Necchi Campigli) è stato messo in cantiere per il prossimo anno, insieme a una tourist card. Ma la prima cartina di tornasole per la metropoli che vuole farsi capitale darte sono i numeri dei visitatori. Gli Uffizi a Firenze, per fare uno scomodo paragone, hanno avuto nellultimo anno più di un milione e seicento mila presenze, circa 8 volte la Pinacoteca di Brera, una volta e mezzo i dieci musei darte di Milano più frequentati, messi assieme. Per alcuni non sono una soluzione nemmeno le giornate con lingresso gratuito. «La fiammata dura un giorno e poi tutto torna come prima spiega Lucia Pini, conservatore del Museo Bagatti Valsecchi -. La gratuità per una fondazione come la nostra, che deve trovare i soldi per tutto, è impraticabile. Se potessi, la sceglierei perché è un segno di civiltà, ma ogni giorno sfioreremmo la chiusura». E se per i musei comunali lingresso gratis è invece una chance seria, con leccezione del solo Castello Sforzesco, per il resto del sistema museale il problema principale resta quello di aggiungere allafflusso dei turisti quello dei milanesi. Il costo del biglietto non è tutto: «In proporzione è addirittura vantaggioso rispetto al cinema dice Martina Mazzotta, della Fondazione che con le sue mostre ha toccato lanno scorso i 60 mila visitatori-. Ormai nessuno si lamenta più del prezzo dei biglietto. Il punto è un altro: i milanesi nel weekend vanno fuori città. E che per vedere una pinacoteca come quella di Brera non si faccia mai la coda, è un brutto segno».
Musei, Milano non ha i numeri Troppi i capolavori ignorati
Il Castello Sforzesco è il più visitato di Milano, ma non è sufficiente per vincere la sfida di essere capitale del turismo culturale. Le sedi delle esposizioni permanenti sono spesso disertate dal pubblico, con poche eccezioni. L'Archeologico, ad esempio, ha ridotto il pubblico con l'introduzione del biglietto di ingresso. Il 70% degli visitatori dell'Archeologico entra gratis. Il problema è che i capolavori d'arte di Milano sono troppo poco conosciuti. Si dovrebbe lavorare di più a livello di comunicazione, creando una rete fra i vari istituti di cultura e un unico sistema di informazione e accoglienza. Milano sta cercando di valorizzare le istituzioni che rappresentano la sua storia.
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