ARCHEOLOGIA Nella chiesa di San Nicolò mosaici, sculture, armi e oggetti del V e VI secolo Tavoletta in avorio con profeta che regge un cartiglio (Castello Sforzesco di Milano, inizio VI secolo) -------------------------------------------------------------------------------- RAVENNA - Il complesso sistema di relazioni di governo e di commercio che la città di Ravenna riuscì a costruire tra il Quattro e Cinquecento dopo Cristo, una volta divenuta capitale dellimpero, è ricostruito oggi da una mostra proposta da RavennaAntica, istituzione che da anni promuove il patrimonio archeologico della città. Fino al 7 ottobre, nel complesso di San Nicolò (via Rondinelli 6), è allestita «Felix Ravenna. La croce, la spada, la vela: lalto Adriatico nel V e VI secolo», curata dal medievalista Carlo Bertelli e da Andrea Augenti del dipartimento di archeologia dellUniversità di Bologna. Le affascinanti pagine di storia che lesposizione racconta, restituiscono il ritratto di un centro attivissimo che, dopo la conquista dei Bizantini (nel 540), divenne punto di contatto tra le diverse realtà culturali dellAlto Adriatico, e dellentroterra italiano. Lo testimoniano mosaici, anfore e piatti, fibule e oggetti di uso quotidiano, acquasantiere e punte di lancia, monete e mosaici. In particolare il percorso mette laccento sullo sviluppo dei centri ecclesiastici che sono veri e propri promotori della cultura del tempo e mette a confronto i modelli degli edifici di culto e di rappresentanza che sorsero a Ravenna così come a Grado o a Pola, a Aquileia o Parenzo, città delle due sponde del mare che diedero vita ad una sorta di competizione per affermare la propria supremazia. Nelle vetrine quindi reperti provenienti dallantica basilica di Santa Maria Formosa conservati oggi a Pola, Zagabria e Spalato: capitelli e mosaici, frammenti di stucco che si affiancano ad altri reperti conservati nei musei della ex Jugoslavia come corredi funebri e fibule in argento. Oggetti e reperti che si potranno confrontare con altri materiali provenienti dalla basilica di San Severo a Classe, riproposti al pubblico dopo interventi di restauro. Un raffronto non casuale se si pensa che nel reliquiario conservato presso la chiesa di SantEufemia a Grado, tra i nomi dei santi a cui si riferiscono le reliquie, spicca quella di San Severo, vescovo ravennate del IV secolo. Se da una parte la mostra presenta i detentori del potere ecclesiastico e politico, dallaltra propone anche aspetti della vita quotidiana dellepoca. In questo senso si propongono numerosi reperti che illustrano lartigianato e il commercio quali una serie di contenitori di trasporto e ceramiche provenienti dal porto di Classe, oltre alla ricostruzione di un intero magazzino, situato appunto nel porto, rinvenuto durante scavi condotti nel 2005 che hanno riportato alla luce anfore che trasportavano vino ed olio. E ancora da recenti scavi sul luogo proviene un «tesoretto», composto da sette cucchiai ed una coppa in argento. Completano il percorso oggetti che illustrano lalto tasso di militarizzazione della società del tempo: armamenti ed accessori del vestiario come un elmo conservato nel Museo di Crecchio o un pugnale conservato al Museo dellAlto Medioevo a Roma e ancora alcuni corredi funerari da Zagabria. La mostra si visita tutti giorni dalle 10 alle 18.30; info 054436136 o sul sito www.felixravenna.it