Laccusa: così si deturpa. La difesa: con gli introiti si pagano i lavori di manutenzione. La città è invasa Il parroco: "La nostra chiesa ha bisogno di restauri e quei soldi sono indispensabili" Per gli interventi sulledificio sacro del 1939 necessari due milioni di euro -------------------------------------------------------------------------------- A giorni arriverà il disegno di unauto sportiva, la foto di un orologio elegante o quella di una spiaggia da sogno. Per adesso, però, è solo uno "spazio disponibile". E, telefonando ai numeri stampati a caratteri cubitali, si può affittare uno spazio pubblicitario grande quasi quanto il cartello che lo vende: colossale. Lannuncio è affisso sulla facciata in corso di restauro della basilica dei santi Pietro e Paolo. E troneggia sul punto più alto dellEur: quasi un faro per chi percorre lOstiense o la Magliana. Opera di Arnaldo Foschini e di altri architetti, iniziata nel 1939 e inaugurata nel 1955, la chiesa è solo lultimo dei monumenti romani attualmente impacchettati dai teloni dei ponteggi e dai cartelloni pubblicitari che devono servire a finanziare i lavori: dal Lungotevere alla spina di Borgo, dalle chiese di San Giovanni dei Fiorentini e di San Lorenzo in Lucina alle mura del Passetto; dallobelisco del Foro Italico al museo Napoleonico, alle decine di condomini; dal pubblico al privato; nel centro storico (soprattutto) ma anche in periferia. Due anni fa Adriano La Regina, ora presidente del parco dellAppia Antica, ha denunciato la prassi - che da soprintendente ai Beni archeologici aveva contrastato - di coprire di spot i cantieri dei restauri. Lavori dei quali, ha sostenuto larcheologo, non sempre il monumento ha bisogno; e, per aumentare gli introiti, protratti ben oltre il tempo necessario e stabilito. Fino ad arrivare allassurdo di ponteggi disabitati montati per mesi, anni. «Un telone pubblicitario potrebbe anche non deturpare la facciata di un edificio di piazza Navona occultato dalle impalcature» ha scritto La Regina «tuttavia esso lede sicuramente limmagine dinsieme della piazza». Da allora un nuovo regolamento comunale e paletti posti dalla soprintendenza frenato il malcostume del "cartello selvaggio" nei cantieri. Rimane però il problema che, senza i mega poster, i lavori non partono a causa della penuria di fondi. Lo spiega padre Marco, parroco della basilica dellEur. «Il 14 aprile 2006 una grossa lastra di marmo si è staccata dalla facciata ed è caduta a terra. È passato un anno e solo ora possiamo iniziare i restauri di messa in sicurezza, questo grazie al fatto che una concessionaria di pubblicità ci ha garantito gli introiti del cartellone piazzato sullesterno». Ma quanto incide lo sponsor nel budget? I 200mila euro per gli interventi sullobelisco di piazza San Giovanni - spiegava lanno scorso lallora soprintendente ai Beni architettonici, Maurizio Galletti - sono coperti totalmente dalla pubblicità. Ultimamente però le quotazioni sono scese: prima coprivano l80 per cento della spesa, ora tra il 30 e il 40. Comunque, servono. Il restauro dei Ss. Pietro e Paolo, progettato dallarchitetto Corrado Blasi, prevede interventi sui 4 prospetti e sulle 4 scalinate, sugli intonaci e sui pavimenti. E costa «circa 2 milioni di euro, che saranno coperti solo in pallida parte, dallintervento della pubblicità», sostiene il parroco. Il cartellone, però, non sarà eterno: «La concessione è di sei mesi. Quindi, a settembre dovremo smontare il poster. Il costo dei lavori, allora, sarà tutto sulle nostre spalle», è lappello preoccupato del sacerdote.
Spot sulla basilica di S.Pietro e Paolo chiesa dellEur coperta di pubblicità Dal Centro al Foro Italico, i monumenti oscurati
La basilica dei Santi Pietro e Paolo a Roma è in corso di restauro. I lavori sono finanziati con la pubblicità, con un cartellone affisso sulla facciata. Il parroco spiega che i soldi provenienti dalla pubblicità coprono solo una parte dei costi, che sono di circa 2 milioni di euro. La concessione per il cartellone è di sei mesi, quindi i lavori dovranno essere completati entro settembre. Il parroco è preoccupato per il costo dei lavori, che dovranno essere coperti dalle spalle della chiesa.
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