Deteriorati i capolavori del Ghiberti e del Pisano. Il Cnr: "Se continua così dovranno essere sostituiti con delle copie" Verso il Bargello anche il Ratto delle Sabine del Giambologna Linquinamento non risparmia neppure la copia della Porta del Paradiso -------------------------------------------------------------------------------- Quelloro mangiato da smog e polveri che gradualmente anneriscono rilievi e formelle delle porte del Battistero. Un identico destino che non risparmia neppure la copia della Porta del Paradiso di Ghiberti. Già, perché anche le copie si rovinano come i capolavori. Ancora è presto per decidere, ma è quasi certo che finiranno nel Museo dellOpera del Duomo anche la porta Nord, altro capolavoro di Lorenzo Ghiberti e quella Sud di Andrea Pisano. Il monitoraggio delle porte del Battistero è ormai in atto dal 2004: prove con placchette in bronzo lasciate esposte allinquinamento prodotto dal passaggio dei mezzi e altro, che ormai da anni non forniscono dati confortanti alle centraline attivate per misurare i mix di effetti di ozono, ossidi di azoto e umidità sulle superfici del bronzo dorato. «Le stiamo studiando in ben 15 istituti, tra Cnr, tecnici dellOpera del Duomo e Opificio delle Pietre Dure, oltre ad istituti universitari e fiorentini e toscani. Quello che osserviamo è il progressivo deterioramento delle dorature, anche sulla copia della Porta del Paradiso. Un degrado notevole, certo anche le copie si rovinano dopo 13 anni di permanenza alle intemperie e allo smog. Ma quello che preoccupa sono le porte originali di Ghiberti e Pisano a Nord e a Sud - spiega Mauro Matteini direttore dellIstituto conservazione beni culturali del Cnr - a luglio faremo nuovi prelievi e verifiche, quindi decideremo. Credo che se i risultati continueranno a definire e confermare il quadro che già conosciamo, dovranno essere sostituite da copie anche quelle». E un destino ineluttabile finire per musealizzare alcuni capolavori. Anche perché fino ad oggi non è stato trovato un metodo affidabile o un rimedio per bloccare la corrosione delle superfici in bronzo trattate con amalgama doro. «È allo studio, ma non è stato trovato, è una ricerca che stanno facendo gli esperti dellOpificio delle pietre dure e del Cnr, ma ancora non ci sono risultati soddisfacenti» precisa Matteini. E il ricovero al museo del Bargello sembra essere un destino che si avvicina anche per il "Ratto delle Sabine" di Giambologna, il gruppo marmoreo e sotto la Loggia dei Lanzi in Piazza Signoria. In questo caso il monitoraggio in atto da tre anni si è protratto ancora per un altro anno e mezzo. «Dopo una prima verifica non siamo arrivati ad una conclusione, così abbiamo preso altro tempo per verifiche ulteriori - aggiunge Matteini - Gli ultimi studi ci hanno permesso di osservare che il prodotto che avevamo usato come protettivo contro lo sfaldamento del marmo non è reversibile, ossia non si può rimuovere una volta applicato. Al contrario abbiamo costatato che il grigio che si accumula sul protettivo si può eliminare con un restauro all80 per cento. Così la decisione che dovremo prendere sarà o di mantenere lopera allesterno però trattandola con la patina protettiva e quindi rimuovendo ogni due anni i depositi di polveri grigie, oppure sostituirla con una copia, mettendo il gruppo marmoreo del Giambologna al sicuro in una sala del Bargello». Un aut aut non più dilazionabile, precisa Matteini: «Le verifiche termineranno e la decisione definitiva sarà presa esattamente tra un anno e mezzo». Tutta colpa degli inquinanti emessi dal traffico dei veicoli, tra cui si evidenziano ossidi di carbonio, azoto e zolfo, particolato, polveri provenienti dallusura di manti stradali, di pneumatici e idrocarburi incombusti, ma anche da fonti diverse, da vari processi di combustione domestica e industriale, aggiunti alle piogge acide che rovinano capolavori e monumenti esposti allaria aperta. «Cè il particolato che annerisce i marmi, lanidride carbonica che corrode e sbriciola la pietra di statue e palazzi» spiega Federica Sacco di Legambiente, a margine di una campagna sui monumenti da salvare nelle più importanti città darte italiane. Non resta quindi che perfezionare le tecniche di restauro. Anche perché il traffico non si è certo ridotto. Solo nel 2004 lArpat aveva registrato 2000 passaggi al giorno sul lato della porta Nord tra bus, auto, merci e altri veicoli, con un 20 per cento in più che sulla porta Sud. Tanto che Daniele Grechi responsabile dellArpat aveva decretato «che ai monumenti ha fatto più male 50 anni di smog che secoli di storia».