Palazzo Grassi dona la sua biblioteca d'arte all'Università. E annuncia il restauro del teatrino di San Samuele e l'apertura del nuovo museo di Punta della Dogana per il giugno 2009. Cinque giorni dopo essersi aggiudicati la gara per la Punta della Dogana, i vertici di palazzo Grassi spiegano i loro programmi per il prossimo biennio. E tendono la mano alla città e alla «rivale» Fondazione Guggenheim. «Con Rylands ci eravamo detti: dopo la gara ci stringeremo la mano e lavoreremo insieme», sorride il direttore di palazzo Grassi Jean Jacques Aillagon, «c'è un tempo per le gare e uno per realizzare i progetti. Questa città ha bisogno di collaborazione tra gli enti culturali. Non possiamo fare sempre la guerra, come i Greci e i Troiani». Martedì dopo Pasqua. Il palazzo settecentesco acquistato da Francois Pinault e restaurato dall'architetto giapponese Tadao Ando è chiuso per lavori. Finita la mostra su Picasso, si sta lavorando per l'allestimento di «Sequence», la nuova rassegna di arte contemporanea della collezione Pinault che sarà inaugurata il 5 maggio. Due anni dopo il suo arrivo in laguna, il miliardario francese ha raddoppiato, aggiudicandosi anche la gara per la gestione degli spazi monumentali in Punta Salute. 3200 metri quadrati di proprietà dello Stato, che il Comune affiderà ora alla società francese. «Nei prossimi giorni ci incontreremo con il Comune per firmare il contratto di suconcessione», dice il direttore Aillagon, «solo quando la delibera sarà approvata e saremo titolari dell'immobile potremo lavorare a pieno ritmo al progetto affidato all'architetto Ando». Che investimenti sono previsti? «Per il restauro dell'immobile, la statica e gli interni almeno 25 milioni di euro». I tempi del restauro? «Sono legati a quella firma. Ma speriamo brevi. E' nostra intenzione come già annunciato dal sindaco Cacciari aprire il nuovo museo per il 2009, in concomitanza con il 110mo anniversario della Biennale». Siete ovviamente soddisfatti dell'esito della gara. «Siamo convinti della qualità del nostro dossier e di aver risposto perfettamente a tutte le questioni richieste dall'amministrazione». Dalla Regione si annuncia un possibile ricorso. «Non mi pareva, ma in ogni caso siamo pronti: abbiamo una documentazione che riteniamo inattaccabile». Quali opere avete destinato alla collezione permanente della Dogana? «Sono 141, tra cui importanti artisti italiani contemporanei ed esponenti dell'arte povera. Cattelan, Muracami, Koons, ma anche Boetti, Merz. Ma per correttezza vorrei fosse il Comune a divulgare l'elenco completo». Il vincolo per lasciare li le opere 30 anni non è eccessivo? «Ma le opere sono la dotazione del nuovo museo, potranno essere usate anche come scambio. Sarebbe terribile se rimanessero lì ferme per trent'anni. Noi abbiamo una concezione dinamica del progetto». Punta della Dogana non sarà allora il «garage» delle opere di Pinault, come ha detto qualcuno? «Assolutamente. Lo spazio espositivo resterà aperto tutto l'anno, con opere a rotazione e mostre tematiche. Tutto in relazione dinamica con palazzo Grassi, con lo stesso biglietto». Che differenza ci sarà con palazzo Grassi? «Palazzo Grassi programmerà due mostre l'anno, una da gennaio a luglio, l'altra da settembre a novembre. Con tre filoni: l'arte contemporanea, l'arte del XX secolo, la storia antica. Con la grande mostra su Roma e i barbari che aprirà nel 2008». Lei aveva annunciato la volontà di collaborare con la Guggenheim. «Certo. Vale per tutte le istituzioni veneziane serie. E tutte sono serie. Che non significa fare tutto insieme, ma per esempio programmare gli eventi, studiare un circuito e biglietti comuni». C'è chi sostiene che la gestione di palazzo Grassi ha perso visitatori rispetto all'era Fiat. «Non si possono comparare realtà non comparabili. In tutto il mondo l'arte contemporanea tira meno delle grandi mostre storielle. Ma un'azienda ambiziosa non può limitarsi alle mostre facili». Donerete la biblioteca a all'Università? «Sono 4 mila volumi e creeremo un fondo presso Ca' Foscari. Vogliamo collaborare con le istituzioni e gli atenei, per coinvolgere gli studenti».