HANNO riportato alla luce strutture riferibili al primo impianto del paese gli scavi archeologici condotti nell'area della Rocca medievale di Cervara di Roma (il più alto paese della provincia, 1020 metri) dalle cattedre di Archeologia medioevale e di Topografia medioevale dell' Università «La Sapienza» su incarico del Comune. Le ricerche, iniziate la scorsa estate e dirette dall'architetto Pietro Antonucci, hanno anche confermato quanto riportato dalle fonti documentarie del «Regesto Sublacense» che consentono di datare alla fine dell'XI secolo il primo impianto del «castrum». Si tratta del rinvenimento di due cisterne, presumibilmente romane, di impronte sul terreno riferibili alla originaria delimitazione di locali nella Rocca, insieme a evidenti tracce di incendio, oltre a parti di oggetti in ceramica. «Sarebbe di grande interesse - ha detto il sindaco Giulio Rossi - continuare le ricerche nell'area dove, dovrebbero trovarsi altre strutture residenziali». Agli scavi si può accedere dall'ingresso vicino alla chiesa di S.Maria Assunta, oppure dalla scalinata «Leopardi» sul versante dei Simbruini che deve il nome al gemellaggio con il Comune di Recanati.
Cervara di Roma. Un pool di archeologi della Sapienza fa luce sulle origini della città e della rocca
HANNO riportato alla luce strutture riferibili al primo impianto del paese gli scavi archeologici condotti nell'area della Rocca medievale di Cervara di Roma (il più alto paese della provincia, 1020 metri) dalle cattedre di Archeologia medioevale e di Topografia medioevale dell' Università La Sapienza su incarico del Comune. Le ricerche, iniziate la scorsa estate e dirette dall'architetto Pietro Antonucci, hanno anche confermato quanto riportato dalle fonti documentarie del Regesto Sublacense che consentono di datare alla fine dell'XI secolo il primo impianto del castrum. Si tratta del rinvenimento di due cisterne, presumibilmente romane, di impronte sul terreno riferibili alla originaria delimitazione di locali nella Rocca, insieme a evidenti tracce di incendio, oltre a parti di oggetti in ceramica. Sarebbe di grande interesse - ha detto il sindaco Giulio Rossi - continuare le ricerche nell'area dove, dovrebbero trovarsi altre strutture residenziali. Agli scavi si può accedere dall'ingresso vicino alla chiesa di S.Maria Assunta, oppure dalla scalinata Leopardi sul versante dei Simbruini che deve il nome al gemellaggio con il Comune di Recanati.
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