Richiamo al Comune sul valore archeologico di alcune aree collinari RECCO. Nuova doccia fredda sul Piano urbanistico, la cui approvazione in consiglio comunale è bloccata dall'ostruzionismo della minoranza e dalla presenza di quattro consiglieri di maggioranza «portatori di interessi personali». Questa volta a intervenire non è un fatto locale e neppure una schermaglia regolamentare, ma direttamente la soprintendente per i Beni archeologici della Liguria, Marina Sapelli Ragni, che con una concisa ma esplicita lettera mette in relazione la redazione del Puc con alcune emergenze di interesse archeologico. Il fatto che il Puc sia pronto, anche se non approvato, non sembra aver convinto la responsabile dei Beni archeologici ad accettare il disegno urbanistico tout court. Tanto è vero che la missiva si conclude con una richiesta di «urgente riscontro». Per quanto riguarda le motivazioni che hanno spinto Sapelli Ragni a intervenire, è lei stessa a spiegare che «in seguito alle recenti segnalazioni si ricorda il rilevante interesse archeologico di Recco e del suo territorio, con particolare riferimento a quanto già evidenziato nel piano territoriale di coordinamento paesistico, sulla base delle ultime ricerche. Citiamo, ad esempio, le aree di piazzale Olimpia, del campo sportivo, di via del Pianello e del Castello, nonché la cosiddetta via Romana, tracciato che ricalca antichi percorsi nella frazione di Megli». Dunque, su tutti queste aree, la Sovrintendenza pare decisa ad avere informazioni e soprattutto a mettere paletti ben precisi, in particolare per via del Pianello e alla collina di Megli. Il Puc prevede in entrambi i casi interventi che modificherebbero l'attuale situazione paesaggistica. Per via del Pianello, ad esempio, è prevista la trasformazione del sentiero pedonale in via carrabile, mentre su Megli il nuovo disegno urbanistico prevede due diverse lottizzazioni (nel centro della frazione e in località Maggiolo). La lettera della sovrintendente, che è stata indirizzata a tutti gli enti interessati (Provincia, Regione, Soprintendenza per i Beni Paesaggistici, direzione regionale per i Beni Culturali e Comune), sembra destinata rimettere in discussione l'intero assetto del Puc. Anche se, una volta superato l'ostacolo dell'ostruzionismo, l'ultima parola resterà alla Provincia (e quindi all'amministrazione che uscirà vincitrice dalle prossime elezioni). Per quanto riguarda i riferimenti al patrimonio storico, le nuove ricerche di cui scrive Sapelli Ragli sono le tesi di laurea che negli ultimi anni hanno interessato il territorio cittadino. Informato della questione, Sandro Pellegrini, storico cittadino, ha anche elaborato una sua proposta. «Oggi il Puc è fermo - commenta - e le possibilità che si arrivi a una rapida soluzione sono davvero poche: credo che sarebbe molto meglio per tutti, mettere da parte l'attuale piano urbanistico e ricominciare tutto da capo».