Campi di Bisenzio e Monticchiello sono i due «casi» che l'azione della magistratura e dei media hanno portato in primo piano nel panorama toscano. Le denunce di ambientalisti o comitati per la difesa del paesaggio tracciano però una cartina della Toscana dove, provincia per provincia, non mancano le denunce di cementificazione del territorio. Nel Comune di Firenze è sempre aperto il caso dell'ex panificio militare della caserma Guidobono tra via Mariti e via Ponte di Mezzo. L'ipotizzato intervento di privati che porteranno all'edificazione di migliaia di metri cubi di cemento ha fatto sorgere un comitato spontaneo dei cittadini contro la «densificazione». Il futuro della zona resta incerto perché al momento l'intervento sarebbe "congelato" dopo il consiglio comunale di metà febbraio che ha "rimandato" il progetto all'approvazione del piano strutturale. Un altro comitato è nato in difesa del parco storico di San Salvi dove si ipotizza la costruzione di appartamenti, parcheggi e nuovo centro direzionale della Asl. A difesa dell'area verde si batte contro il Comune il comitato "San Salvi chi può". Nel mirino degli ambientalisti ci sono poi i lavori per il by-pass del Galluzzo, le nuove case sulle colline sopra Careggi e il costruendo Palazzo di Giustizia di Novoli che cambierà per sempre il panorama da piazzale Michelangelo. È soprattutto però nei piccoli Comuni che la denuncia degli ambientalisti si fa più forte con l'accusa rivolta alle amministrazioni locali di far cassa con l'edilizia. È guerra aperta a Bagno a Bipoli tra enti locali e comitati civici per le colline di Villamagna, Osteria Nuova, Balatro, Baroncelli e la Fonte. Tanti casi che hanno spinto i cittadini a formare un unico "Coordinamento dei Comitati Civici" con l'intenzione di bloccare il piano regolatore comunale che, secondo i comitati, prevede oltre 36mila metri cubi di cemento in zone che dovrebbe essere sotto tutela della Sovrintendenza. Altro terreno di scontro è quello della "variante Laika" a Ponterotto nel Comune di San Casciano Val di Pesa. I cittadini hanno chiesto a più riprese un referendum consultivo per bloccare l'insediamento industriale e a fine 2006 hanno presentato anche un esposto alla Procura contro il Prg del Comune e un altro alla Corte dei Conti per una consulenza a un professionista legata al controllo sull'intervento edilizio. Si sono rivolti alla magistratura anche i Verdi di Firenze che hanno puntato l'indice contro il cambio di destinazione d'uso di alcuni terreni a Reggello. Non ultimo il comitato che si batte contro le villette sulle colline di Fiesole, dove è scesa in campo anche la magistratura. L'ultimo caso sollevato è invece quello di Santa Brigida (Pontassieve) dove si dà battaglia contro i lavori per la modifica della viabilità nella zona La Villa. Nel Chianti fiorentino invece si denuncia il caso di Greve dove si chiede di bloccare un'annunciata colata di cemento che si abbatterà a Palaia, nella frazione Chiocchio. Non va meglio sul versante senese dove a Gaiole è scoppiato il caso della cava di Montegrossi. Il giacimento sarebbe stato scavato oltre il consentito e proprio prima di Pasqua, dopo le denunce degli ambientalisti, il Comune ha deciso di chiedere i danni all'azienda di escavazioni. Nella provincia di Siena si denuncia il "Monticchiello bis" a Contignano, frazione di Radicofani. Sempre in Val d'Orcia tardano a spegnersi, nonostante l'intervento ad hoc della Regione, le polemiche sulla cava di Malintoppo nel Comune di San Quirico. Gli ambientalisti si battono infine da tempo contro due resort di lusso - uno a San Giovanni d'Asso e l'altro a Bagnaia - che coinvolgono tre comuni: Monteroni d'Arbia, Murlo e Sovicille. Il no al cemento è stato ribadito più volte anche dai cittadini della provincia di Livorno. Contestato l'ok del consiglio regionale ai 417 nuovi appartamenti a Castagneto Carducci. Gli ambientalisti si sono mossi poi a difesa della pineta di Castiglioncello e dell'Arenile delle Forbici oltre a denunciare la cementificazione nel Comune di San Vincenzo. Ci sono poi i casi dell'Elba o dell'Isola del Giglio su cui da tempo non mancano le polemiche. In provincia di Pistoia la difesa del paesaggio passa per i casi di San Marcello Pistoiese (la cosiddetta lottizzazione Trebisonda) e contro i complessi residenziali nel Comune di Serravalle e all'Abetone. Nella Valdichiana aretina invece un comitato spontaneo è nato contro un progetto di riconversione dell'ex zuccherificio nel Comune di Castiglion Fiorentino.
Gli ambientalisti: in Toscana colline di cemento
I comitati per la difesa del paesaggio e gli ambientalisti hanno denunciato la cementificazione del territorio in tutta la Toscana. A Firenze, il caso dell'ex panificio militare della caserma Guidobono è stato rimandato al consiglio comunale, mentre a San Salvi si batte contro la costruzione di appartamenti e parcheggi. A difesa del parco storico di San Salvi si batte il comitato "San Salvi chi può". A Gaiole, il caso della cava di Montegrossi è stato chiuso con la richiesta dei danni all'azienda di escavazioni. A Contignano, la cava di Malintoppo è ancora oggetto di polemiche.
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