L'Italia possiede una quota rilevante dei beni culturali esistenti nel mondo intero. Un patrimonio di cui gli italiani sono consapevoli ed orgogliosi che, negli ultimi anni, ha dimostrato di costituire anche un'importante fonte di sviluppo economico e sociale. Perché si registra ancora scarso impegno in favore della loro valorizzazione? (Annalisa Consoli, Altamura) Negli ultimi anni centinaia di cantieri di restauro hanno restituito ai cittadini capolavori di ogni genere, musei, ecc. L'impegno in favore del patrimonio culturale rinvigorisce il senso di identità del Paese e potenzia uno dei punti di forza dell'Italia nella competizione globale, in una fase storica nella quale le aree del mondo si confrontano anche nella produzione di beni immateriali, nella circolazione di conoscenze e informazioni, nella diffusione della cultura. Il consumo d'arte in questi anni è costantemente aumentato, anche a ragione delle migliori condizioni di accoglienza offerte ai visitatori. Sono stati aperti ristoranti, bookshops, caffetterie, ecc. dotando i musei di strutture di servizio per il pubblico, che sono assolutamente normali negli altri paesi, ma in Italia sono sorte solo in attuazione della Legge Ronchey (1993), che consentiva l'ingresso dei privati nel settore. Oggi è possibile in oltre 60 musei il servizio di prenotazione telefonica della visita, a tutela dei beni esposti ed a garanzia della migliore visitabilità da parte del cittadino. Un numero verde, poi, è in grado di fornire informazioni a visitatori italiani e stranieri su luoghi d'arte statali. Il patrimonio d'arte riemerso in ogni parte d'Italia non solo ha restituito alla popolazione una delle ricchezze appartenenti alla storia ed alla cultura del Paese, ma ha messo a disposizione una risorsa di straordinario valore economico. L'accesso ai luoghi d'arte in un paese come l'Italia, che fra le sue attività economiche trainanti vanta il turismo, è un volano di sviluppo e crescita anche per le aree più arretrate nei settori produttivi. Occorre però, come rileva il gentile lettore, intensificare gli sforzi per: - assicurare in modo sistematico la cura e la tutela del patrimonio storico-artistico nazionale; - valorizzare i beni culturali, fame una risorsa economica e sociale, sviluppare le forti potenzialità occupazionali del settore; - favorire l'accesso e il godimento del patrimonio di arte e cultura, risolvendo il nodo dei trasporti e della viabilità - coinvolgere maggiormente i privati. Investire in cultura rende, anche perché il settore stimola nuove attività economiche indirette ed indotte. Per questo motivo, i beni e le attività culturali devono partecipare direttamente alla definizione della politica economica nazionale, alla individuazione degli obiettivi principali dello sviluppo.
Economia
L'Italia possiede un patrimonio culturale di grande valore, che ha dimostrato di essere anche una fonte di sviluppo economico e sociale. Tuttavia, il suo valorizzazione è ancora scarsa. Negli ultimi anni, centinaia di cantieri di restauro hanno restituito ai cittadini capolavori di ogni genere. L'impegno in favore del patrimonio culturale rinvigorisce il senso di identità del Paese e potenzia uno dei punti di forza dell'Italia nella competizione globale. I musei sono stati dotati di strutture di servizio per il pubblico, come ristoranti, bookshops e caffetterie, e sono stati aperti servizi di prenotazione telefonica e numero verde per fornire informazioni ai visitatori.
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Bene culturale
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