Ci sono mille boe di attracco tra gli specchi acquei di Capo Miseno e Marina Grande e altrettanti a Baia. Ma se qui le concessioni sono rilasciate regolarmente e nei tempi dovuti dal Comune, resta ferma la definizione del piano diportistico nel porto di Baia. In questo specchio acqueo ricade il parco sommerso archeologico. Sui fondali è conservata la città di epoca imperiale. L'area, tutelata dalla soprintendenza ai Beni Archeologici, è stata istituita il 7 agosto 2002 con un decreto ministeriale che lo ha suddiviso in tre zone. La zona C, riserva parziale, è utilizzabile per servizi legati alla nautica da diporto. Nei sette lotti marini, che occupano un tratto marino di 50mila metri quadrati, i posti barca disponibili sono mille. I concessionari in attesa dei permessi, dodici. E, ogni anno, le difficoltà che rallentano la consegna dei titoli concessori sono dovute ad un conflitto di competenze del parco sommerso, definito area marina protetta. Si attende, infatti, per stabilire il piano diportistico, la sentenza del Consiglio di Stato. I giudici devono chiarire se il rilascio dei permessi nel tratto marino di Baia spetta alla Regione o al ministero ai Beni Ambientali. Il ricorso alla suprema corte è stato presentato da Palazzo Santa Lucia, in seguito alla sentenza emessa nel 2006 dal Tar. I giudici hanno stabilito che il parco sommerso ricade nella giurisdizione dello Stato. L'udienza di merito si è tenuta lo scorso 13 marzo. Entro la fine di aprile la pubblicazione della decisione, che dovrà porre fine alla diatriba in corso ormai da tre anni. Al riguardo è intervenuto anche il sindaco di Bacoli, Antonio Coppola. «Abbiamo chiesto alla Regione di adottare provvedimenti tempestivi e di non rinviare a lungo, come succede ogni estate, le decisioni - spiega il sindaco Coppola - Tra l'altro, sono state gettate le basi per la sistemazione definitiva dell'intero sistema portuale di Bacoli». Secondo il piano regionale, Baia e Marina Grande resteranno approdi turistici. Il vero porto flegreo sarà Capo Miseno. Intanto, gli operatori nautici lamentano grosse difficoltà per i ritardi con cui vengono rilasciati i titoli concessori. «Il settore è in crisi - afferma Antonio Schiano, ormeggiatore - i rallentamenti non fanno altro che bloccare tutte le attività connesse alla nautica. Con la conseguenza di gravi danni economici per centinaia di famiglie che non hanno altre risorse economiche». E quindi gli operatori nautici del porto di Baia chiedono alla Regione la riconferma di permessi temporanei. «Abbiamo chiesto autorizzazioni a termine per assemblare i pontili - dice Giovanni Jacobsthal, concessionario e titolare della Nautica Fusaro - Le richieste dei clienti sono pressanti e noi, anche quest'anno, siamo in ritardo». Nel tratto marino protetto, in seguito ad un accordo siglato tra Regione e ministero ai Beni Ambientali nel luglio del 2005, la competenza è dell'assessorato regionale ai Trasporti. Il Tar, invece, ha stabilito che la definizione del piano ormeggi spetta al ministero. Ma Palazzo Santa Lucia ha presentato ricorso al Consiglio di Stato. E attende la sentenza per rilasciare le concessioni e dare il via al montaggio dei pontili. I conflitti risalgono al bando del 2005 firmato dall'assessore regionale Ennio Cascetta, per l'assegnazione dei titoli concessori nello specchio acqueo di Baia. Da quella graduatoria furono esclusi due consorzi, «Nauticoon» e «Artinautica», che si rivolsero al Tar. I giudici stabilirono che la giurisdizione nel parco marino di Baia, come per tutte le aree protette presenti in Italia, è del Ministero ai Beni Ambientali. La Regione non è d'accordo. Adesso si attende il parere dei giudici del Consiglio di Stato.
CAMPANIA Bacoli. Duemila i posti barca disponibili lungo il litorale flegreo.
Il parco sommerso archeologico di Baia, un'area protetta dal 2002, è in attesa di una sentenza del Consiglio di Stato che stabilirà se il rilascio dei permessi per l'assegnazione dei titoli concessori spetta alla Regione o al Ministero ai Beni Ambientali. La sentenza è stata richiesta per risolvere la diatriba tra la Regione e il Ministero su chi ha la competenza per definire il piano diportistico nel porto di Baia. Il parco sommerso è un'area protetta con 1.000 posti barca disponibili, ma gli operatori nautici lamentano difficoltà per i ritardi con cui vengono rilasciati i titoli concessori.
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