La necessità di una valutazione paesaggistica dei progetti di installazione dei "parchi" o "fattorie" eoliche deriva dal crescente sviluppo dell'energia eolica negli ultimi anni, e non soltanto in Italia. Tale necessità si correla con le politiche di sviluppo sostenibile volte a garantire una qualità paesaggistica diffusa per la quale i principi della Convenzione europea del Paesaggio (Firenze 2000) sono un riferimento fondamentale. Diversi Paesi europei si sono dotati di linee guida e normative specifiche per gli impianti eolici e anche alcune Regioni italiane si sono date norme e linee guida. La loro diversità è il segno di come il paesaggio sia variamente interpretato e della molteplicità degli aspetti e degli strumenti conoscitivi e valutativi che possono essere presi in considerazione nella progettazione di un impianto eolico. Molti Paesi esteri (Danimarca, Francia, Inghilterra, Irlanda, Scozia, Australia, Canada, Germania) hanno già preso in considerazione nella valutazione degli impatti dei parchi eolici gli aspetti più propriamente paesaggistici con una particolare attenzione per l'impatto visivo. Esso è considerato, in letteratura estera, come il più rilevante fra quelli prodotti dalla realizzazione di una fattoria eolica, poiché gli aerogeneratori, per la loro configurazione, sono visibili pressoché in ogni contesto territoriale, anche se in modo diverso: ciò varia in relazione alle caratteristiche costruttive degli impianti, alla topografia, alla densità abitativa e alle condizioni meteorologiche. Anche alcune Regioni italiane, come dicevamo, hanno prodotto, negli ultimi anni, normative, atti di indirizzo e talvolta vere e proprie linee-guida: esse prendono prevalentemente in considerazione gli aspetti ambientali, accennando, in qualche caso, agli aspetti visivi e di lettura storica del paesaggio. E', dunque, fondamentale interpretare la specificità di ciascun luogo affinché il progetto eolico diventi caratteristica stessa del paesaggio e le sue forme contribuiscano al riconoscimento delle sue specificità instaurando un rapporto coerente con il contesto esistente. Il progetto eolico deve diventare, cioè, progetto di nuovo paesaggio. Lo studio paesaggistico deve occuparsi non solo dell'area di visibilità di un impianto, ma anche della natura di tale visibilità, ossia di come l'impianto appare all'interno di queste viste. Un'accurata progettazione degli impianti deve riguardare la disposizione, la grandezza e il numero, ma anche il design che deve essere relazionato alla forma del paesaggio in cui si inserisce. Gli elementi che principalmente concorrono all'impatto visivo di un impianto eolico sono di natura: - dimensionale: l'altezza delle torri, il diametro del rotore, la distanza tra gli aereogeneratori, l'estensione dell'impianto, etc.; - quantitativa: il numero delle pale e degli aereogeneratori; ad esempio in Francia e in Italia il modello più diffuso è costituito da macchine a tre pale e asse orizzontale; - formale: la forma delle torri piuttosto che la configurazione planimetrica dell'impianto; - tecnica: velocità di rotazione delle pale; infatti qualsiasi oggetto mobile all'interno di un paesaggio stabile attrae l'attenzione dell'osservatore; la velocità e il ritmo del movimento dipendono dal tipo di macchina scelto e in particolare dal numero di pale del rotore e dall'altezza delle macchine. Generalmente è più accettabile un movimento lento realizzato da macchine eoliche di grande taglia e a tre pale. Vanno altresì considerati gli elementi accessori all'impianto (vie d'accesso, rete elettrica di collegamento, cabine di trasformazione, ecc.) e il suo rapporto con la tipologia d'uso del territorio di riferimento. Ad esempio in un'area rurale molta attenzione dovrà essere posta per consentire la continuità nell'uso agricolo. Le infrastrutture accessorie andranno ridotte al minimo evitando frammentazioni dei campi, interruzioni di reti idriche, di strade e percorsi di comunicazione, ecc. Non dovranno essere realizzate costruzioni di altro tipo. È importante assicurare un aspetto uniforme ed il più possibile neutro e la disposizione delle macchine dovrà seguire le linee e i confini formali già presenti nel paesaggio. Inoltre è opportuno, in fase di progettazione, effettuare uno studio della visibilità di un impianto eolico in base alla morfologia del terreno per differenziare i punti da cui l'impianto non è visibile a causa della morfologia del territorio e i punti da cui è visibile e che, evidenziati, costituiscono le Aree di impatto Effettive ossia quelle influenzate dall'impatto visivo dell'impianto. Infine non sono da sottovalutare gli effetti generati dalla compresenza di più impianti. Se, infatti, un unico impianto può avere effetti piuttosto ridotti sul paesaggio in cui si inserisce, la presenza contemporanea di altri impianti può moltiplicarli. Considerare gli effetti cumulativi sul paesaggio significa valutare la distanza tra gli impianti, le relazioni tra le rispettive zone di influenza visiva oltre che i caratteri generali del paesaggio. E' bene ricordare che un parco eolico non è una struttura permanente ma il suo arco di vita è pari a venti, trenta anni, al trascorrere dei quali occorre prevedere una sostituzione delle macchine se non addirittura il loro smantellamento. Allo stato attuale la tendenza è di procedere all'ammodernamento tecnologico degli impianti o di parti di essi. Ciò comporta, nel caso di compresenza di più impianti, la necessità dell'integrazione tra macchine eoliche differenti per forma, colore e dimensioni, la cui disomogeneità può creare disordine paesaggistico. Viceversa, in caso di smantellamento senza sostituzione, sussiste il problema dell'uso del luogo che ha accolto l'installazione. Tale previsione deve essere fatta già in sede di progetto tenendo conto, per quanto possibile, delle trasfomazioni che i luoghi subiscono durante il periodo di vita del parco eolico, tenendo presente che difficilmente si può riportare il sito al suo stato originario. Le considerazioni di cui sopra si inseriscono in un contesto che, anche per il 2006, vede il settore eolico nazionale confermare la crescita di tale fonte pulita con il più alto tasso: più 25 per cento di potenza installata, più 50 per cento di produzione elettrica arrivando a coprire il fabbisogno elettrico di oltre 4 milioni di italiani. In definitiva anziché cercare di accantonare il tema schermandosi dietro un generico e, talvolta pretestuoso, problema di compatibilità paesaggistica, è necessario che le Amministrazioni competenti (Soprintendenze, Comunità montane, Enti parco, regioni, Province, Comuni) procedano, di concerto con le Associazioni portatrici di interessi e gli Istituti di ricerca, ad elaborare linee guida aggiornate, che prevedano strumenti di indagine, metodi di valutazione e studi paesaggistici che favoriscano le applicazioni eoliche e promuovano questa fonte rinnovabile dall'enorme potenziale! componente Commissione per la Tutela del Paesaggio del Comune di Procida