C'è il sì della Soprintendenza, domani dovrebbe arrivare anche quello della Cei (Commissione edilizia integrata) a quel punto i «campi boa a mare», attracchi galleggianti a cento metri dal muro frangiflutti, dovrebbero finalmente concretizzarsi. C'è voluto un anno per mettere d'accordo Autorità portuale, Comune e Soprintendenza nel corso del quale è stato fatto ricorso addirittura al Tribunale amministrativo nel tentativo di dirimere una questione che ha rischiato di mettere in ginocchio il turismo nautico in città. Invece questa volta i 1000-1200 posti barca in più - la differenza dipende dalla grandezza dei natanti - per i diportisti sono davvero a un passo. Tre gli specchi d'acqua individuati per i nuovi ormeggi: Largo Sermoneta, Mergellina e Nazario Sauro la concessione è quinquennale. Se domani ci sarà la fumata bianca si potrà già istruire la pratica per assegnare alle imprese interessate la concessione. A quanto risulta si sarebbero fatte avanti le stesse dell'anno scorso: Consorzio ormeggiatori storici, Società marina di Sant'Antonio e la Società consortile approdi nautici. Di cosa si tratta con esattezza? Non di pontili - di qui i no della Soprintendenza negli anni scorsi - ma appunto di boe ancorate a grossi massi che giacciono in fondo al mare, i marinai li chiamano corpi morti, con delle catene. Sulle boe è segnato il punto di attracco del natante. Non è il massimo dell'eleganza, né della funzionalità, ma è un primo concreto passo per sdoganare il lungomare. E i servizi di traghettamento da e verso terra a chi saranno affidati? Chi si aggiudicherà la concessione si dovrà fare carico anche di questo compito. E non solo, perché è molto probabile che gli aggiudicatari debbano provvedere ai servizi di rifornimento dei natanti. Nella sostanza ci sarà un servizio di navette che garantirà ai diportisti tutto il necessario per i loro spostamenti e la permanenza a Napoli. La soluzione è transitoria in attesa di concretizzare la strategia di lungo periodo per la linea di costa. Già sono previsti attracchi tradizionali e porti turistici a Vigliena, Molosiglio, Bagnoli e la riqualificazione globale dell'ambito portuale di Mergellina. Quando queste opere saranno realtà, e serviranno almeno altri cinque anni allora Napoli sarà al passo con le altri grandi città che del mare hanno fatto una delle principali risorse per lo sviluppo. Domani dunque il via libera perché l'ultimo «step» non è stato facile da compiere. Gli allevamenti di mitili lungo via Caracciolo e Mergellina confinano proprio con uno dei campi boa, naturalmente gli allevatori si sono fatti sentire. È scesa in campo l'Asl e altre agenzie di tutela ambientale e del mare per trovare una soluzione. Nella sostanza gli allevatori temevano - giustamente - che la vicinanze delle barche potesse portare inquinamento. La soluzione è stata trovata dai tecnici che domani dovranno appunto spiegarla in commissione, poi il semaforo verde e la corsa contro il tempo per installare le boe quanto prima.