Uno scambio complesso tra ente localle e costruttori: è uno spiraglio per il glorioso stabilimento inizio 900 II degrado però è terribile e i fondi non ci sono. Le Teme al Comune, ma senza soldi LIVORNO. Le "Terme della Salute", il maestoso complesso monumentale in stile liberty - conosciuto in tutta Italia agli inizi del '900 come "Montecatini al mare" - che sorge a poca distanza dalla stazione ferroviaria di Livorno, potrebbero ritornare a nuova vita. Ha preso infatti corpo il progetto di ristrutturazione urbanistica che è stato presentato dai proprietari di tutta l'area (Rodolfo Cagliata e Piero Bottoni, due tra i più noti imprenditori edili livornesi) e che proprio oggi, dopo un lungo e tormentato iter, approderà all'esame del Consiglio comunale per l'adozione della variante al regolamento urbanistico. In gioco c'è la volontà di strappare al degrado e all'abbandono in cui versa da decenni un capolavoro dello stile liberty - nel passato il complesso immobiliare era contornato da fontane, giochi d'acqua e un rigoglioso verde - costretto ancora oggi a "respirare" la malsana aria del cavalcaferrovia che, a due passi dalla stazione, collega piazza Dante con lo svincolo della Cigna (poco distante dall'uscita Livorno-Centro della Variante Aurelia). L'operazione si preannuncia comunque molto complessa e accompagnata anche da diverse perplessità. Il progetto di Cagliata e Bottoni prevede la realizzazione di un insediamento residenziale (sei palazzi per oltre cento appartamenti) nella parte che in passato era stata adibita ad attività produttiva (ha ospitato anche la Coca Cola, e i nuovi palazzi sorgeranno al posto dei vecchi capannoni dello stabilimento). La parte di pregio storico, dove si trovano i resti del complesso monumentale delle terme e il grande parco (un'area di 21.750 metri quadrati) sarà invece ceduta a titolo gratuito dagli imprenditori al Comune. Che però si troverà a fare i conti con la mancanza di risorse per poter procedere subito al restauro degli edifici storici. L'operazione, infatti, non prevede un coinvolgimento diretto dei due imprenditori privati nell'intervento di recupero delle Terme. Bottoni e Cagliata dovranno infatti versare al Comune un contributo di 330mila euro e gli oneri di urbanizzazione per circa 1.200mila euro, ma questi soldi serviranno "solo" a pulire e riqualificare il parco, a mettere in sicurezza gli edifici che rischiano di crollare, a realizzare una viabilità pedonale, un prato alberato e siepi. Del restauro vero e proprio degli edifici storici se ne parlerà in futuro. Con l'amministrazione comunale che punta tutte le sue carte sui finanziamenti e i contributi pubblici, sapendo di poter contare sull'appoggio della Soprintendenza. Ma se e quando arriveranno i soldi dalla Regione o dal ministero dei Beni Culturali non è dato sapere. Anche perché non basteranno pochi spiccioli: per restaurare sul serio le Terme della Salute servono almeno quattro milioni di euro.
BENI DA SALVARE: IL CASO CORALLO. Livorno: per rifare il complesso liberty servono quattro milioni
Il complesso monumentale delle Terme della Salute a Livorno potrebbe essere ristrutturato e riqualificato grazie a un progetto di ristrutturazione urbanistica presentato dai proprietari. Il progetto prevede la realizzazione di un insediamento residenziale e la cessione gratuita della parte storica al Comune. Tuttavia, il Comune si troverà a dover affrontare la mancanza di risorse per poter procedere al restauro degli edifici storici. I proprietari dovranno contribuire con 330mila euro e gli oneri di urbanizzazione, mentre il Comune si appoggerà agli appoggi della Soprintendenza e ai finanziamenti pubblici.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo