«Le motivazioni della sentenza del consiglio di Stato colpiscono al cuore il mono-polio para-pubblico creato da Veltroni con Zétema Si tratta di una sentenza ineccepibile, che colpisce mortalmente il monopolio sui restauri. Da molto tempo andavamo sostenendo, inascoltati, quésta tesi. Veltroni è andato avanti a testa bassa sulla sua strada pensando a torto di avere ragione, e oggi per colpa di questa cocciutaggine il Comune di Roma dovrà risarcire i restauratori». Lo dichiarano il capogruppo di An in Campidoglio, Marco Marsilio e il parlamentare Fabio Rampelli. Pronta la replica di Silvio Di Francia, assessore alla Cultura capitolino: «Se Marsilio e Rampelli avessero avuto la briga di informarsi, avrebbero potuto facilmente appurare che i lavori di manutenzione, e non di restauro, svolti da Zétema riguardano una piccola parte rispetto ai lavori di restauro messi ogni anno a gara dalla Sovrintendenza comunale (2 milioni di euro a fronte di circa 40 milioni) ai quali vanno aggiunti i lavori di restauro svolti dallo Stato e dai privati ai quali Zétema non partecipa in alcun modo. Con questi numeri non si capisce di quale monopoli si parli. Quanto alla cifra del risarcimento», aggiunge Di Francia, «è per il momento una speranza dei consiglieri di An ai quali evidentemente da fastidio che una società pubblica come Zétema registri utili in un campo come quello dei servizi alla cultura». Di Francia ribadisce poi che «nel furore della polemica, pur di commentare una sentenza del consiglio di stato, gli esponenti di An arrivano a stravolgere la realtà. La sentenza si limita a dichiarare che i lavori di restauro vanno considerati come lavori pubblici e quindi soggetti a gara. Nulla vieta che gli stessi lavori siano svolti direttamente in economia dell'amministrazione comunale. Di qui l'accusa di un inesistente monopolio di Zetema». Ma Fabio Rampelli insiste: «La Zétema, la società del Comune di Roma per la cultura, perde il restauro. Non potrà più eseguire i lavori di recupero dei beni capitolini, ma dovrà ricorrere alle tradizionali gare d'appalto», afferma il parlamentare, commentando la notizia sulla presunta "bocciatura" del Comune da parte del consiglio Stato, della società presieduta da Ivana Della Portella. E ancora: «Veltroni ha proceduto agli affidamenti diretti in favore di Zétema in violazione della richiamata giurisprudenza comunitaria e, nonostante un invito rivolta dall'Autorità garante perla concorrenza e per il mercato ad adottare iniziative idonee a rimettere in concorrenzale attività di manutenzione ordinaria e di restauro». Accuse alle quali Di Francia ha, però, prontamente replicato.
La polemica An: Zétema monopolistica. La replica: Non è vero
Il Consiglio di Stato ha dichiarato che i lavori di restauro svolti dalla società Zétema Si, creata da Veltroni, sono stati eseguiti in violazione della legge. La società, che era stata incaricata di eseguire i lavori di restauro dei beni culturali del Comune di Roma, non ha partecipato alle gare d'appalto per i lavori di manutenzione ordinaria. Il Consiglio di Stato ha deciso che i lavori di restauro vanno considerati come lavori pubblici e quindi soggetti a gara. La società Zétema Si dovrà quindi ricorrere alle gare d'appalto per eseguire i lavori di restauro.
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