IL FENOMENO Nato a Firenze un coordinamento regionale dei comitati per la difesa del territorio. Uniti a tutela dei beni ambientali. Contro gli abusi delle amministrazioni locali ai danni della gente Il 25 marzo è nato a Firenze il «Coordinamento Regionale Toscano dei Comitati per la Difesa del Territorio», inteso come un' organizzazione a rete destinata a sostenere e valorizzare l'identità e l' esperienza di ogni singolo Comitato: il coordinamento è di Alberto Asor Rosa. Al Giardino dei Ciliegi, una piccola sala del centro storico della città, sono approdati, avvertiti solo dal tam-tam su internet e dal passaparola più di un centinaio di Comitati da tutta la Toscana, con rappresentanti anche dall'Umbria, dalla Lombardia e dal Veneto. Un grande raduno spontaneo di cittadini speranzosi nella forza dell' unione per combattere quelli che ritengono abusi, spesso con nessuna finalità sociale, delle amministrazioni locali definite «muri di gommar nel rapporto con i cittadini. C'è voluta la risonanza mediatica del Convegno di Monticchiello con Asor Rosa e di quello di Fiesole, finito sulle pagine del Times, perché le istituzioni cominciassero a dare segno di vita. Sono arrivate (con sorpresa degli stessi organizzatori per il numero) rappresentanze da ogni angolo della Toscana (Cecina, Migliarino, Vald' Orda, Casentine. Prato, Fucecchio, Valdichiana, Siena, Grosseto e, ovviamente, da Firenze dove esiste già una «rete cittadina) ed hanno ricevuto il sostegno da Carlo Ripa di Meana, presidente di Italia Nostra» presente con Nicola Caracciolo, segretario regionale, dal pubblicitario OIMero Toscani, da Paolo Baratta, dirigente del FAI, dal WWF, da urbanisti come Alberto Magnaghi e Giorgio Pizzaiolo. Ma soprattutto c'è la gente normale motivata e documentata, forte della propria consapevolezza di essere nel giusto nella battaglia perla conservazione di beni comuni come il paesaggio e l'ambiente. Altro che «effetto cartolina», qui «se non si sta attenti ci si frega con te proprie manie per sempre». Come mai l'emergenza è esplosa i Toscana, ormai ex regione principe della protezione? «Perché qui! beni ambientali sono più preziosi e si vendono meglio, mentre già amministratori dimostrano una certa inadeguatezza". Prende così vita il decalogo di Asor Rosa: le amministrazioni vanno considerate interlocutori aperti al dialogo (il punto forse più «fischiato» viste le singole esperienze), e le organizzazioni stanche ambientaliste (quasi tutte assai ben disposte)punti di riferimento. Bisogna stendere al più presto una mappa degli interventi dissennati, degli scempi, degli eco-mostri, creare una sorta di osservatorio della Toscana, come coordinamento regionale toscano dei comitati per la difesa del territorio: l'iniziativa ha avuto il sostegno, tra gli altri, di Cario Ripa di Meana, presidente di «Italia Nostra» e di Oliviero Toscani avrebbero dovuto fare le Sovrintendenze(altra serie di fischi). L'intento è il raggiungimento di un controllo anteriore all' attuazione del disastro e non in corso d' opera come spesso accade attualmente. In questo senso V attuale legislazione è molto carente e sarebbe auspicabile una gerarchia delle responsabilità. «Questa è una grande battaglia culturale e la società civile deve appoggiarci. È necessario un intervento dimostrativo su una situazione particolarmente grave, chiedere incontri con i ministri, con le autorità locali, per arrivare ad un nuovo convegno prima dell' estate». Piena di speranza la conclusione di una giornata densa di buoni intenti: ma dove i danni sono già a buon punto come a Fiesole e dove le risposte dell' Amministrazione sono «assordanti» da quanto sono inesistenti, cosa si dovrebbe fare?