Lo Foco (ex presidente Cinecittà Diritti): è un condono. Verdecchi (produttore Api): critiche ingiuste. Lo stato sarà coproduttore con diritto di riscatto sui film Produttori indipendenti soddisfatti. L'annunciato decreto che cambia i finanziamenti pubblici in contributi per i film realizzati con l'aiuto dei soldi dello stato, fino al 31 dicembre 2006 rilancerà il mercato (comma 1151). Lo stesso decreto andrà ad attuare anche il comma 1150, relativo ai contributi pubblici al cinema. Questo offre la possibilità ai produttori di estinguere il debito maturato per le pellicole finanziate fino al 31 dicembre 2006, pagando una cifra inferiore a quella ancora dovuta, oppure di scegliere di rimettere i diritti di sfruttamento allo stato. Qualcuno muove critiche per questa decisione e parla di sanatoria e condono ingiusto, come l'avvocato Michele Lo Foco, ex presidente di Cinecittà Diritti. Questi boccia la norma che sfavorisce chi ha restituito completamente il finanziamento ricevuto e muove in tentazione i produttori dei film per cui non c'è stata ancora erogazione. Avranno poca voglia di restituire i finanziamenti. Non basta. Si temono ricorsi, commissioni straordinarie per risolvere problemi di attribuzione dei diritti, nei casi di coproduzione, nella divisione di quote tra produttori, distributori, esportatori. Ma i produttori indipendenti non ci stanno e spiegano i vantaggi per stato e operatori di questa norma, come ha già dichiarato lo stesso Gaetano Blandini, direttore generale cinema del ministero per i beni culturali. Quest'ultimo ha sottolineato come lo Stato non stia facendo regali. Incasserà due volte, spiega Blandini: dalla restituzione parziale del debito che servirà a rimpinguare il Fus (Fondo unico spettacolo), le cui casse hanno bisogno di entrate per finanziare nuovi film e arriveranno soldi dalle tasse pagate dai produttori che vedranno i loro bilanci trasformare in voce attiva la passività di un film non venduto. Con questo decreto, trasformando i finanziamenti in contributi, si dà una bella sferzata al mercato. I film, con il sistema attuale, sono bloccati. Al contrario, ora i produttori potranno riscattare i diritti o dare la possibilità allo stato, attraverso Cinecittà holding, di vendere le pellicole in pacchetti', spiega Sandro Silvestri dall'Api (Associazione autori produttori indipendenti). Lo stato diventa un coproduttore speciale. Quando la casa di produzione non riesce a restituire il finanziamento, entro tre anni, la quota dei diritti potrà essere riscattata dal produttore a seconda di tabelle (allegate al decreto), oppure i diritti passeranno in perpetuo allo stato. Così, Cinecittà holding potrà vendere i film, consentendo allo Stato di recuperare la propria quota'. Chi muove critiche a questo decreto non sa cosa significhi mettere insieme la produzione di un film', risponde il produttore indipendente Alessandro Verdecchi, Facciamo i salti mortali, sforzi incredibili per tenere in piedi l'industria cinematografica italiana su cui, diversamente, si sarebbe potuto mettere definitivamente una pietra tombale', continua Verdecchi, tra i produttori indipendenti che hanno visto finanziare dal Fus i propri film. Questo decreto non è un regalo ma un aiuto al settore. Come tanti, anch'io riscatterò i finanziamenti che ho restituito già in parte per film prodotti dal gruppo Verdecchifilm, come Prendimi e portami via, Ora e per sempre o De Redditu. In questo modo si restituisce denaro al Fus e, al tempo stesso, si offre ai produttori la possibilità di vendere i film alle televisioni, vendita bloccata per come era impostata la norma e da come si presenta il nostro mercato televisivo. Da non dimenticare che in Italia la situazione non è come in Francia, dove le televisioni programmano in prima serata ogni settimana un film nazionale. Se non ci consentono di mettere un banchetto sul mercato per piazzare la nostra merce, di quale mercato si parla?'. Non sono pochi i film coinvolti dalla nuova normativa. Se ne contano circa 800, finanziati dal 1994, anno della riforma Urbani, al 2006. Nel decreto di attuazione ci sarà una tabella di conversione automatica che stabilirà quanto il produttore dovrà pagare per riscattare i diritti dei film che hanno ancora un debito con lo stato. Si vedrà quanto rientrerà nelle casse pubbliche.
Giù le mani dal decreto salva cinema
Il governo ha annunciato un decreto che cambia i finanziamenti pubblici per i film, trasformando i finanziamenti in contributi. Questo decreto offre la possibilità ai produttori di estinguere il debito maturato per le pellicole finanziate fino al 31 dicembre 2006, pagando una cifra inferiore a quella ancora dovuta, o di scegliere di rimettere i diritti di sfruttamento allo stato. Alcuni produttori hanno criticato questa decisione, considerandola un condono ingiusto. Tuttavia, i produttori indipendenti sostengono che questo decreto è un aiuto al settore e che lo stato non sta facendo regali.
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