Firenze II tormentone Monticchiello continua. E visto che ormai sembra essere diventata una questione di principio, tutti i mezzi sono buoni per portare farina al proprio mulino. Le ultime raccontano che è stata dissequestrata una delle villette cui nei giorni scorsi erano stati messi i sigilli su ordine della magistratura, a causa di «difformità progettuali». In altre parole, alcune finestre non previste nella concessione edilizia e un sottopasso troppo alto rispetto ai progetti approvati. Esultano quelli di Iniziative Toscane, pronti a dare pubblicità alla notizia e a puntualizzare che il dissequestro «è stato operato dal Corpo forestale dello stato su ordine della procura del tribunale di Montepulciano. Quanto prima quindi l'ufficio tecnico del comune di Pienza disporrà una nuova ordinan- .1. za di ripresa di lavori». Resta ancora sotto sequestro un'altra villetta, dove sono state riscontrate due scale esterne che non dovevano esserci, e anche un lieve spostamento del manufatto (circa mezzo metro) rispetto a quanto stabilito nella concessione. Problemi più difficili da superare, di fronte ai quali comunque a Iniziative Toscane sono ottimisti. Così, dopo aver ringraziato «i competenti organi giu-diziari per la solerzia e la sensibilità dimostrata», l'impresa costruttrice delle otto villette superstiti sì augura «analoga disposizione relativamente al lotto ancora sotto sequestro». Se davvero dovesse arrivare il dissequestro anche in questo caso, per le otto villette superstiti - 77 appartamenti complessivi - delle undici originariamente previste dalla concessione, la strada dovrebbe essere in discesa. A patto di rispettare al millimetro quanto previsto nella concessione edilizia. Al di là degli abusi edilizi ravvisati dal Corpo forestale dello stato, difformità che potranno essere corrette in corso d'opera, a colpire nella «disfida di Monticchiello» sono state anche le ultime mosse fatte da Iniziative Toscane, per parare mediaticamente il colpo dei sequestri decisi dalla magistratura. Nello stesso giorno in cui venivano resi noti i provvedimenti - risalenti a metà marzo - l'impresa costruttrice faceva sapere di aver salvato dieci posti di lavoro, acquistando l'azienda di pasta secca alimentare «Molino della Val d'Orda» che stava attraversando una gravissima crisi economica e che era prossima alla chiusura dello stabilimento di Castiglion d'Orcia. Quarantotto ore dopo, sempre da Iniziative Toscane ecco arrivare la minaccia di licenziare 400 lavoratori impegnati nei cantieri per la costruzione delle villette. Il motivo? Secondo l'impresa costruttrice, la cattiva pubblicità e il rischio di chiusura dei cantieri stessi avevano portato molti potenziali acquirenti degli appartamenti a disdire la prenotazione. La minaccia era forse eccessiva, non così le ulteriori spiegazioni fornite da Iniziative Toscane al quotidiano «la Repubblica»: «Fin dall'estate scorsa avevamo accolto l'invito a non iniziare i lavoro dei lotti D, quelli sui quali è poi intervenuto d'autorità il ministro Rutelli (bloccando definitivamente la costruzione di tre villette per 18 appartamenti complessivi, ndf. Abbiamo tutti i permessi in regola, mente nelle esecuzione delle opere sì sono verificate piccole difformità facilmente rimediabili. A fronte di questo abbiamo dovuto affrontare tre interrogazioni parlamentari, quattro regionali, quarantuno accessi e controlli da parte di Asl, polizia municipale e corpo forestale». Tutti controlli che peraltro quelli di Iniziative Toscane dovevano aspettarsi. Altrimenti che tormentone sarebbe?