NOTO. (vr) II grande tempio è già pronto per spalancare il suo portone in bronzo. Ma la data di inaugurazione, il 26 maggio, è forse la meno indicata. Anzi, non lo è proprio. In Sicilia, infatti, è il giorno del silenzio elettorale, il sabato che precede l'eventuale ballottaggio in 151 Comuni chiamati al voto per le Amministrative. A sollevare la polemica è stato Vittorio Sgarbi, assessore alla Cultura a Milano, componente della commissione dei sette saggi per i lavori di completamento della Cattedrale, che nel pomeriggio di domenica ha visitato il duomo. Un giro veloce all'interno, poi la protesta: «Non credo proprio che la Cattedrale sarà aperta il 26 maggio, trattandosi del giorno del silenzio elettorale è inopportuno avere per l'inaugurazione il capo del governo Romano Prodi e il ministro Francesco Rutelli e non sentirli parlare, perché il giorno dopo si vota. Se parlassero potrebbero essere indicati dal centrodestra come in una condizione impropria perché comunque non c'è niente di più politico che restituire alla polis di Noto e a rutto il mondo la Cattedrale. È un atto politico che porta consenso. Il garante dovrà imporre il silenzio ai due testimoni muti. A questo punto -ha detto Sgarbi - è inutile farli venire. È bene averli quando tutto è finito». Una tesi che convince quanti lo ascoltano, il prefetto di Siracusa, Benedetto Basile, commissario di governo perla ricostruzione, e l'architetto Salvatore Tringali, artefice, con l'ingegner Roberto De Benedictis, della ricostruzione del tempio. Sgarbi si ferma a pensare, poi tira fuori dalla tasca della giacca il suo telefono cellulare e chiama Prodi. Una lunga chiacchierata, confidenziale, prima tecnica poi: «si tratta di una questione gioiosa e, allo stesso tempo molto complessa. La data indicata per l'inaugurazione coincide con la giornata del silenzio elettorale. Non credo verrai a Noto per non essere ripreso dalle telecamere». Chiara la risposta del premier: «Certamente non verrei - avrebbe detto Prodi al telefono -, ma per carità non creiamo altri problemi, in Sicilia c'è già una certa ipersensibilità». Poi Sgarbi «gira» il contenuto della telefonata al numero uno della Protezione civile Guido Bertolaso. «Deve essere una giornata di festa per tutti - ha detto Sgarbi -. Non c'è né centrodestra né centrosinistra. Il 26, si può anche fare, tecnicamente è tutto a posto, ma sarebbe una festa in tono minore senza uomini politici. Trovate una data insieme a Prodi». Nel colloquio telefonico interviene anche il prefetto. Che subito dopo riferisce. «La data fissata resta quella del 26 maggio, ma vistala coincidenza elettorale abbiamo posto a livelli più ala" la questione. Un fatto è certo. Per il 26 maggio la Cattedrale sarà completata».