FANO - Destinate a segnare il passo per chissà quanto tempo le operazioni di scavo delle fornaci romane di Caminate. A meno che qualche sponsor non decida di investire su una campagna di scavi che consenta di portare alla luce almeno tre fornaci e nuovi interessanti particolari storici e archeologici. E restano impantanati nelle trattative per l'acquisizione del terreno dell'ex-filanda Icomas anche i lavori per riportare allo scoperto l'intera struttura del teatro romano, in via De Amicis, edificio di età augustea (fine del I secolo a.C.) ritenuto dagli esperti fra i ritrovamenti archeologici più importanti delle Marche, considerate le dimensioni piuttosto rilevanti (80 metri di diametro) e al centro di un'insula dedicata ai giochi e agli spettacoli. «Per entrambe le strutture al momento tutto è fermo -spiega con rammarico l'ispettore della Soprintendenza Gabriele Baldelli-. Per quanto concerne le fornaci di Caminate, insieme all'assessorato alla cultura è stato preparato un dettagliato dossier per stimolare l'interesse di eventuali sponsor privati. Purtroppo fin dall'inizio dei lavori sapevamo che i fondi ministeriali sarebbero stati insufficienti a completare la campagna di scavi. Ecco perché, pur di portare alla luce il massimo possibile del sito, ci si è concentrati soltanto su tre delle probabili cinque fornaci presenti». L'area sorge al centro di una cava di ghiaia della Fano inerti e si estende per poco meno di seimila metri quadri. «Recentemente -ricorda Baldelli- questo sito è stato scelto insieme ad altri dedicati alle fornaci romane nelle Marche per una tesi di dottorato in archeologia presso il corso in beni culturali di Ravenna». Uno studio che potrebbe rivelare particolari inediti e preziosi per arricchire quell'idea di "museo diffuso" sul territorio sostenuta dall'assessore alla cultura del Comune Davide Rossi. «Per gli scavi alle fornaci siamo in attesa di ricevere risposte da parte di privati (tutti locali, ndr.) ai quali è stato inviato il dossier -spiega Rossi-, mentre per quanto riguarda il teatro romano tutto dipende dall'esito delle trattative con i proprietari di quella parte dell'area occupata dal reperto. Intenzione dell'amministrazione comunale è acquisire nel minor tempo possibile il comparto. I lavori partirebbero non appena fosse completata la permuta, ma al momento le pretese della controparte sono troppo elevate». Intanto, al termine dell'estate, dovrebbero partire i lavori di consolidamento conservativo di un tratto di pavimentazione vicino all'orchestra, operazione che rientra fra gli interventi di restauro inseriti nel programma ministeriale 2007. «È mia intenzione -sottolinea Rossi- inserire quel che è stato portato alla luce del teatro romano nel circuito delle visite archeologiche cittadine organizzate per tutto il periodo estivo». Di certo il sistema più efficace per sensibilizzare l'opinione pubblica alla scoperta della cultura e alla valorizzazione dei monumenti, proprio gli elementi che stanno alla base del recente accordo fra l'assessorato alla cultura e l'associazione Regresso Arti che si è impegnata a ripulire i monumenti imbrattati da vandali in cambio della disponibilità della Rocca Malatestiana nel giugno prossimo per allestire la mostra 'Regresso 2007'.