In aumento del 4-5 per cento rispetto allo scorso anno gli arrivi, ma rimane il grosso problema di un aeroporto che non funziona come dovrebbe e gli operatori protestano. Altri timori, tra Falconara e Senigallia, poi per lo sversamento di olio combustibile dell'Api in mare. A decollare, almeno in questi giorni pasquali, è soprattutto l'agriturismo, meglio se abbinato con cultura ed enogastronomia, ma grazie al bel tempo anche le spiagge si sono immediatamente popolate. Dai primi dati affluiti agli Iat risulta che le strutture aperte avevano prenotazioni per circa il 70 per cento della loro disponibilità già nei giorni precedenti alle feste. Il restante 30 per cento si è riempito con il cosiddetto "passaggio". La zona del Pesarese in particolare ha registrato in molti casi il tutto esaurito. Dalle prime stime si calcola un 4-5 per cento di affluenza in più rispetto al 2006. Il flusso maggiore è quello proveniente dalle altre regioni d'Italia (Lombardia, Veneto, Emilia Romagna, Toscana e Piemonte), ma non mancano gli stranieri: tedeschi, inglesi, svedesi e danesi. Un discorso a parte va fatto poi per il turismo dell'est: prosegue l'aumento del trend cominciato lo scorso anno che vede l'arrivo nelle Marche di cecoslovacchi, polacchi e russi. Il periodo di permanenza è nella maggioranza dei casi è quello di un weekend. Le mete: località d'arte, circuiti enogastronomici, zone di pregio paesaggistico. Soddisfatto di questo primo "assaggio" di stagione, l'assessore regionale al turismo Luciano Agostini: «Stiamo assistendo ad un incremento esponenziale di quel turismo che coniuga l'ambiente e il paesaggio con la cultura e l'enogastromia. Il riscontro che sta avendo la mostra di Simone De Magistris a Calderola ne è l'esempio lampante. Penso che le politiche intraprese, che puntano alla promozione del territorio nel suo insieme, stiano dando i loro frutti. E' questa quindi la strada su cui continuare a lavorare». Una visione condivisa dalle associazioni di categoria, che però segnalano anche qualche preoccupazione e disservizio. «Le premesse ci sono - spiega il direttore regionale di Confcommercio e responsabile del settore Turismo Massimiliano Polacco - così come una forte aspettativa per una buona stagione. Le prenotazioni stanno andando bene e non possiamo che essere ottimisti. La Regione inoltre sta facendo la sua parte con gli incentivi a favore dell'ammodernamento delle strutture, una priorità per noi. Quello che invece ci preoccupa è il versamento dell'Api. Il mare è un bene per noi fondamentale e va difeso». Polacco non risparmia poi l'aeroporto di Falconara. «Un giorno - commenta - annunciano nuovi voli. Il giorno dopo li cancellano. Il successo delle attività turistiche si basa sulla programmazione, ma noi in queste condizioni non possiamo programmare proprio niente. Non ci sono più parole per quello che sta accadendo e mi auguro che la giunta regionale intervenga al più presto per risolvere la questione una volta per tutte». Sull'aeroporto la pensa più o meno allo stesso modo il presidente di Asshotel Confesercenti, Claudio Albonetti: «Uno scalo che funziona - afferma - turisticamente parlando può cambiare letteralmente il volto di un territorio, ma non è sicuramente, almeno per ora, il nostro caso». Albonetti non si sottrae comunque anche ad un pizzico di autocritica. «L'avvio della stagione mi sembra positivo - sottolinea -. C'è una buona affluenza. Gli alberghi che hanno aperto stanno lavorando bene ma purtroppo molti sono ancora chiusi. Personalmente ritengo invece che la stagione dovrebbe durare almeno cinque mesi e che le località dovrebbero presentarsi a pieno servizio e non a mezzo. Altra nota dolente è poi quella delle scarse infrastrutture. Per diversificare l'offerta - conclude Albonetti - e sviluppare il turismo sportivo e la convegnistica sarebbero necessarie strutture che ora abbiamo solo in parte: palazzetti e centri per meeting innazitutto».