I PROBLEMI DELLA CITTÀ Accordo con le associazioni dei commercianti. Un regolamento con disposizioni generali e poi delega ai Quartieri Santandrea: "Sono contenta, abbiamo trovato un punto di equilibrio che ci consente di arrivare al prossimo gennaio" -------------------------------------------------------------------------------- Sui dehors si torna al punto di partenza. La giunta dopo aver adottato un regolamento rigido adesso si prepara ad ammorbidirlo ammettendo per i quartieri, di caso in caso, la possibilità di concedere deroghe. Un sistema in passato criticato da tutti - per la sua discrezionalità - che adesso viene visto come lultima spiaggia per salvare almeno lestate degli aperitivi e dei cappuccini. Lemergenza, mettono le mani avanti a palazzo, durerà fino al 15 gennaio quando verrà presentato il piano generale (periferia compresa). «Anche se ci credono in pochi» ammette il presidente del Santo Stefano Andrea Forlani. In pratica i quartieri potranno autorizzare prevalentemente tavolini e ombrelloni. E nel sottoportico le pedane e le paratie laterali per delimitare e proteggere la struttura. Interventi finora limitati se non vietati. Ma Ascom e Confesercenti attendono lesito della riunione di giunta di martedì prossimo quando verrà adottato il nuovo atto di indirizzo, la nuova (mini) svolta, lultimo rinvio in ordine di tempo di un piano che non cè. Solo allora, col testo nero su bianco, si potrà capire se la "circolare" comunale sulle deroghe farà tirare davvero un sospiro di sollievo a baristi e ristoratori. E una storia infinita. Non sono bastati due assessori, prima Silvana Mura poi Maria Cristina Santandrea. E nemmeno decine dincontri in Comune. I dehors restano un punto dolente per lamministrazione. Anche se ieri, dopo lennesimo summit tra lassessore, i quartieri del centro e i commercianti, si è trovato infine laccordo. Ed è già un miracolo. Un sistema di concessioni definito in politichese «flessibile». Fatta la legge - rigida per volontà della Soprintendente Sabina Ferrari non più nelle grazie del sindaco dopo il caso del "conchiglione" in piazza Verdi - ecco trovato non linganno, ma la deroga. Una retromarcia rispetto ai proclami precedenti di Palazzo dAccursio. «Sono contenta - dice lassessore Santandrea al termine della riunione - abbiamo trovato una definizione che ci consente di arrivare tranquilli al 15 gennaio. I quartieri avranno maggiore responsabilità a cogestiranno il fenomeno dehors, nel senso kantiano del termine». Quindi la patata bollente passa ai quartieri che dovranno concedere i permessi extra. Proprio i quattro rioni del centro (San Vitale, Santo Stefano, Porto, Saragozza) che si erano smarcati dalla giunta per far fronte comune con i commercianti contrari «alla delibera imposta dalla Soprintendenza». Un gesto politico rilevante poiché si parla di presidenti tutti di centrosinistra che hanno sfidato il sindaco chiedendo la stessa cosa di Ascom e Confesercenti: la sospensione della riforma dei dehors. Hanno ottenuto non il ritiro della delibera contestata, ma un suo depotenziamento. «Abbiamo un anno sabbatico su cui lavorare. Avevamo bisogno di risolvere il problema per il 2007, più di così al punto in cui erano arrivate le cose non si poteva fare» dice Sergio Ferrari della Confesercenti. «Lamministrazione pare essersi resa conto di aver sbagliato, per venti giorni abbiamo sottoposto alla giunta tutte le nostre osservazioni - dice Gian Carlo Tonelli dellAscom - ma il nostro giudizio di fondo non cambia, resta il sovrappeso dato al parere della Soprintendente». La critica dei commercianti riguarda la mancata concertazione che ha prodotto negli ultimi mesi una serie di rinvii e il compromesso sullestate. Più duro il parere di Assocentro sul metodo adottato da Palazzo dAccursio e sulle decisioni penalizzanti per gli esercenti. In ogni caso i quartieri non si tireranno indietro. «Ringraziamo lassessore agli Affari istituzionali Libero Mancuso che si è impegnato ascoltando le nostre ragioni. Va bene tutto pur di non tornare alla Soprintendenza» dice il presidente del San Vitale Carmelo Adagio. «Cè stata la disponibilità dellassessore a raccogliere i suggerimenti nostri e delle categorie - aggiunge Sergio Palmieri del Porto - alla fine Maria Cristina Santandrea ha deciso di introdurre elementi di flessibilità per la gestione del piano dehors in centro storico». A questo punto, spiega Roberto Fattori del Saragozza, dovrà esserci «una gestione coordinata dei quartieri per arrivare a una uniformità nellapplicazione delle deroghe».