Si sono spente le voci polemiche che lamentavano la stasi dello strumento urbanistico generale nel capoluogo -------------------------------------------------------------------------------- Può darsi che mi tradisca la memoria, ed in questo caso potrei esserne ampiamente giustificato, ma ho la netta sensazione che da un certo tempo, almeno tre mesi, si siano spente le voci che periodicamente, ma abbastanza frequentemente, ricordavano la situazione di stallo in cui versa lo strumento urbanistico generale, il piano regolatore, per intenderci, a partire dalla deliberazione del Consiglio comunale della fine dellanno 2005, pur nel pullulare di iniziative, di studi, di bandi, di concorsi, di idee e di progetti volti a risolvere determinati veri o non veri problemi. Alla fine del 2005, scaduto il 3 programma pluriennale di attuazione del piano regolatore generale, il Comune, avendo deciso di abbandonare la strada del Ppa così come consente la legge regionale e, non avendo alcunchè da opporre ad un paventato assalto alla diligenza, cioè ad una richiesta di costruire su tutte le aree disponibili del piano regolatore generale vigente, nonostante i pesanti vincoli costituiti dal piano regionale per la tutela paesaggistica e del piano di assetto idro- geologico, ha adottato appunto alla fine dellanno, il 22 dicembre 2005, una variante alle norme di attuazione del piano regolatore che, reintroducendo i vincoli di natura sia espropriativa che procedimentale decaduti sin dal 1981, annullasse tale timore. La variante normativa non si è limitata a quanto sopra ma ha introdotto nuove limitazioni e nuove incombenze per le zone di espansione di maggior interesse per indice di fabbricabilità. Nel variare infine larticolo 59 è stato introdotto un "Programma di riequilibrio urbano", definito in unaltra deliberazione del Consiglio comunale immediatamente seguente "Programma per il riequilibrio e lo sviluppo urbanistico del territorio" da cui la sigla Prisvut, a cadenza annuale, che dovrebbe definire, in coordinamento con il programma triennale delle opere pubbliche, le linee di indirizzo, i criteri e le modalità nella formazione e attuazione dei piani attuativi (sic). Nel corso della pubblicazione della variante normativa sono state presentate poche osservazioni, mentre più numerosi sono stati i ricorsi al Tar Puglia, ricorsi che possono aver interessato non solo la deliberazione di adozione della variante, ma anche la successiva (per numero) dello stesso giorno 22 dicembre che ha approvato il Prisvut per il 2006. Sembra che i ricorsi siano 45, che siano stati riuniti in un unico procedimento di merito, pervenuto alla udienza conclusiva alla fine del dicembre scorso. Si attende quindi la sentenza entro il termine che avrà fissato la sezione giudicante. Peraltro appare difficile che il Tar possa esprimersi sul Prisvut del 2006, sia in quanto nasce da una norma solo adottata e quindi senza una base normativa approvata, sia perché privo di contenuti in quanto ricalca per la maggior parte le norme transitorie già inserite nella normativa adottata con larticolo 59 bis. È ben più probabile che il Tar debba esprimersi sulla legittimità della introduzione di nuove norme nel Prg o di variare quelle esistenti in quanto con esse si vanno a surrettiziamente ripristinare i vincoli espropriativi e procedimentali che hanno perso efficacia per decorso quinquennio dalla approvazione del Prg. Con la sentenza da emettere, il Tar Puglia non raccoglierà certo la sfida, ma giudicherà nellinteresse pubblico e anche in quello privato. ingegnere
BARI - La situazione di stallo del piano regolatore
Il Comune di un capoluogo ha adottato una variante alle norme di attuazione del piano regolatore generale (Prg) il 22 dicembre 2005. La variante reintroduce i vincoli espropriativi e procedimentali decaduti nel 1981 e introduce nuove limitazioni e incombenze per le zone di espansione di maggior interesse. Il programma di riequilibrio urbano (Prisvut) è stato approvato nello stesso giorno e definisce le linee di indirizzo per la formazione e attuazione dei piani attuativi. Il Tar Puglia ha ricevuto 45 ricorsi contro la deliberazione e si attende la sentenza entro il termine fissato dalla sezione giudicante.
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