La sovrintendente Mori: "Scaveremo nella seconda metà della piazza, dove passano le auto" -------------------------------------------------------------------------------- Carriola e badile in piazza SantAmbrogio, sotto il sole daprile che batte già duro un gruppo di giovani archeologi in maniche di camicia scava tra le tombe, nel grande squarcio aperto di fianco alla basilica, e ripassa la terra con le mani, badando bene che non ci sia nulla di rilevante. Se cè, viene messo da parte. Frammenti di ceramiche, per lo più, il sito, aperto la scorsa estate, è stato quasi completamente esplorato nei suoi diversi strati. Intanto gruppetti di passanti si fermano interessati davanti al pannello che illustra, anche con immagini, cosa si sta facendo lì e cosa è stato trovato nellarea scavata per far posto ai lavori dei parcheggi sotterranei. Parcheggi contestatissimi da comitati di cittadini, da storici dellarte, da noti architetti e pure dallassessore Sgarbi, con questa tesi: come si possono costruire posteggi, 5 piani interrati, a lato di una basilica romanica, voluta dal vescovo Ambrogio nel VI secolo, che meriterebbe rispetto e protezione invece di scavi meccanici a ridotta distanza? Ma il Comune chiamato in causa più volte dice che ormai il permesso è dato. Colpa della giunta Albertini, e non si può tornare indietro. «Dal sito sono emerse - racconta Anna Ceresa Mori della sovrintendenza Archeologica - una quindicina di tombe del IV secolo, con scheletri avvolti nei sudari. In due di queste tombe cerano anche monete tardo romane e qualche oggetto di uso comune. È normale e prevedibile una necropoli paleocristiana collegata con la basilica. Ma non è rimasta praticamente traccia di corredo e anche i resti della struttura delle tombe sono scarsi, in quanto i sepolcri sono stati manomessi nel Medioevo per realizzare una strada di ghiaia che correva a ridosso delle mura medievali, normalmente usata da carri e chiamata, nelle carte settecentesche, "lo stradone di SantAmbrogio"». Quel che è stato trovato è stato documentato e repertato, una volta conclusa del tutto lopera lultima parola per il via libera al parcheggio spetta a Roma, Ministero dei Beni Culturali. Ma i tempi rischiano di essere lunghi perché, aggiunge Anna Ceresa Mori, «cè ancora parecchio da scavare. Tutta la metà della piazza, dove ora passa il traffico, non è ancora stata indagata. Lì dobbiamo proseguire». Quindi, una volta chiuso questo buco se ne dovrà aprire un altro di fianco, per andare a vedere che cè sotto. «Prima del completamento dellaltra parte noi non possiamo dire che sia tutto a posto e dare lok». Si prospetta per SantAmbrogio un altro cantiere a cielo aperto, con buona pace di quanti chiedono che il parcheggio sotterraneo non si faccia. Lultima mossa in questo senso lha fatta larchitetto Cini Boeri. Lo scorso 8 marzo, invitata dal Comune a prendere un premio come una delle donne che hanno fatto grande Milano, cè andata solo per consegnare al sindaco Moratti lennesima lettera appello. «Con la richiesta che simpegni - almeno lei, se può - a fermare le ruspe in piazza SantAmbrogio».