Alla fine a rimetterci davvero per il caso Monticchiello potrebbero essere i lavoratori. L'azienda proprietaria dell'insediamento abitativo ai piedi del borgo medievale della Val d'Orcia sta infatti pensando seriamente di chiudere il cantiere «e mandare a spasso 400 persone, tra lavoratori diretti e dell'indotto». L'annuncio della "Iniziative Toscane srl" è arrivato dopo i sigilli a due lotti del cantiere, tre avvisi di garanzia e il provvedimento del ministro Rutelli che blocca la costruzione dei nuovi lotti abitativi. Una minaccia che i sindacati invitano a non sottovalutare anche «se innanzitutto una cosa deve essere chiara - tuona il segretario regionale: le regole vanno rispettate è non sono ammesse in alcun modo speculazioni edilizie». Ma è proprio sulle regole che Vito Marchiani chiede un intervento delle istituzioni: «Quando si danno dei permessi non è possibile che non vengano mantenuti». Marchiani punta il dito contro «questo tira e molla fra le concessioni che prima si danno e poi si ritirano. Purtroppo dobbiamo constatare che in Italia non c'è la certezza del procedimento amministrativo». Il sindacato chiede quindi di non sacrificare i lavoratori sull'altare dei procedimenti burocratici: «La prospettiva che da un giorno all'altro la gente si trovi senza lavoro non è accettabile». Il grido dall'allarme dell'azienda non convince però il sindaco di Pienza Marco Del Ciondolo: «Non credo che ci sia que sto elemento di gravità», commenta riguardo alla ipotizzata chiusura del cantiere. Al tempo, stesso il sindaco diessino ribadisce che Alberto Asor Rosa «conosceva perfettamente il progetto» dell'insediamento abitativo di Monticchiello. Parole smentite però dal professore: «Quello che io ho visto era un progetto di dieci anni fa, rivolto alla popolazione di Monticchiello con un numero di appartamenti da 4 a 5 volte inferiore a quelli che sono stati poi realizzati. La posizione del sindaco di Pienza è assolutamente insostenibile». Nel frattempo a Monticchiello i lavori per le villette sono andati avanti e un eventuale stop porterebbe ben altri problemi: «Se un intervento fosse avvenuto sei o sette mesi fa, la situazione sarebbe stata assai diversa, ora le costruzioni sono in stato avanzato e il problema ha assunto una valenza di ordine nazionale e quindi va affrontato con i criteri di emergenza che richiede una questione nazionale», spiega il professore. E la domanda su cosa accadrà ora a Monticchiello, Asor Rosa la gira «al ministero dei Beni culturali e al ministro Rutelli che ha posto il vincolo sulla collina, alla magistratura per gli aspetti penali e alla Regione Toscana per sapere quale posizione intendere prendere» di fronte alle novità.