IO PARTO DALL'OGGI da qui, Che cosa c'è oggi a Palazzo Canevari a Largo Santa Susanna? Un cantiere bloccato, un edificio di gran pregio impacchettato nei tubi Innocenti... Né studiosi, né cittadini romani, né turisti vi possono avere accesso. D'altra parte l'edificio che ospitava il Museo Geologico è vincolato dal '91, le mura di Servio Tullio ritrovate - scoperte nel 2002 negli scavi di un parcheggio - sono egualmente tutelate dal 2004, e nessuno, ripeto nessuno, potrebbe violare questi vincoli senza compiere un reato», ci diceva l'assessore al Patrimonio del Comune di Roma Claudio Minelli in una intervista del febbraio 2005. Ritrovo l'assessore dopo la mia visita a Palazzo Canevari nei giorni scorsi. Mi sono informata: Palazzo Canevari è stato trasferito dall' Agenzia del Demanio alla Fintecna. «Fintecna - cito da Wikipedia - è stata costituita nel 1993 con il compito di ristrutturare e privatizzare le attività dei settori delle costruzioni, dell'ingegneria civile e impiantistica facenti capo all' IRI... Nel dicembre 2006 Fintecna ha trasferito, con efficacia 1 gennaio 2007, alla società controllata Fintecna Immobiliare, il ramo d'azienda immobiliare comprendente anche le partecipazioni azionarie detenute in società di valorizzazione immobiliare. Fintecna Immobiliare rappresenta pertanto una nuova realtà del Gruppo Fintecna appositamente costituita per operare nel settore Real Estate ed avente per oggetto prevalente la valorizzazione urbanistica e commerciale di beni immobili anche mediante la realizzazione di interventi di recupero, di riqualificazione, di ristrutturazione e trasformazione urbana». Cerco ancora su Internet alla voce Fintecna Immobiliare, ma leggo: «Sito in allestimento». Chiedo lumi all'Assessore: «Ma Palazzo Canevari è stato venduto alla Fintecna o soltanto ceduto?». «Vi è stata - risponde Claudio Minelli - una concessione di lungo periodo, che non riguarda soltanto quell'edificio, ma anche altri, per esempio l'ex Poligrafico di Piazza Verdi...». «Ed ora che succede?», replico, e aggiungo: «Il cantiere non esiste più, lo stato d'abbandono è peggiorato...». «Lo stato d'abbandono, come le ho detto nel nostro primo incontro, era quello in cui versava il complesso prima che ce ne occupassimo... Ora la Fintecna sta preparando la gara per trovare il socio che si assuma in parte il finanziamento della ristrutturazione, a questo socio la Fintecna cederà una quota del proprio pacchetto azionario... Tutto avverrà, ripeto, nel pieno rispetto dei vincoli». La destinazione del complesso di Palazzo Canevari dovrebbe essere quella che già mi aveva chiarito l'assessore Claudio Minelli nell' intervista del febbraio 2005. «L' ex Geologico - mi aveva detto -che non era più da anni né un Museo né un Istituto Scientifico - potrà diventare un luogo di aggregazione culturale...». «Ma - avevo obiettato - sono previsti spazi commerciali multimediali, ristorazione e parcheggi...». «Perché - aveva replicato l'Assessore - nei musei più moderni ed attrezzati non ci sono le caffetterie o anche ristoranti di lusso come al Louvre? E non c'è il bookshop, la vendita di souvenir, libri d'arte, poster e via dicendo?» Ora che l'intervisto di nuovo -aprile 2007 - l'Assessore appare ancora più felice di quella che continua a ritenere una operazione «culturalmente nobile». Ed anzi aggiunge che, anche in omaggio alla Biblioteca Scientifica di Quintino Sella, gli piacerebbe che piccole librerie specialistiche romane, che offrono edizioni di testi pregevoli di urbanistica, architettura, fisica divulgativa e simili, si organizzassero per gestire insieme, all'interno del nuovo Canevari, una libreria, con annesse sale di lettura, e, perché no, anche l'ascolto di musica in cabina, o la visione di documentari in Dvd. «Una libreria in cui romani e turisti, e naturalmente giovani e giovanissimi, possano incontrarsi, socializzare, magari scoprendo un itinerario alternativo a quello notturno di Campo de' Fiori». Ultima domanda: «Che ne sarà delle collezioni?». «In parte saranno immagazzinate, non sono mai stati esposti tutti i fossili, oltre centomila pezzi...». «Ma quelli da esporre dove andranno?». «Si pensava a Palazzo Altemps, ma si cercano anche altre soluzioni». Intanto sono riuscita a contattare l'archeologa Mariarosaria Barbera, in forza al Museo delle Terme: a lei è stato affidato il colossale compito - chesta svolgendo in buona collaborazione con l'APAT (Agenzia per la protezione dell'ambiente e del territorio, nell'ambito del Ministero dell'Ambiente), e col Servizio Tutela del MiBAC (Ministero dei Beni Culturali) - di verificare e catalogare i singoli pezzi che formano le preziose collezioni dell' ex Geologico. «Ma dove sono andate a finire - le chiedo subito - le collezioni?». «Sono affidate all' APAT, che però non ha né spazi né personale per continuare a custodirle. In contemporanea alla verifica e alla catalogazione, stiamo per iniziare la procedura per vincolarle tutte. In quanto al ragionamento che le ha esposto l'Assessore Minelli, è bene ricordare che la scelta di che cosa esporre, e dove, e che cosa invece immagazzinare, tocca alla Soprintendenza, d'accordo con l'APAT. Così come spetta alla Soprintendenza la supervisione degli scavi delle mura serviane, che la Fintecna Immobiliare si è assunta l'obbligo di continuare. Ma dalla riunione che abbiamo fatto, noi della Soprintendenza e gli ingegneri della Fintecna nello scorso dicembre, non ne abbiamo saputo più nulla». Telefono all'ingegnere De Gaetano, della Fintecna Immobiliare: «Il nostro protocollo - mi dice -deve avere spedito in questi giorni una lettera alla Soprintendenza, dove chiediamo una riunione da fissare nei prossimi giorni. Non è, come si può immaginare, una cosa da poco, l'intero progetto, e, tantomeno, la prosecuzione degli scavi archeologici. Ma guardi che non è vero che lo stato del Palazzo è peggiorato... Quei buchi che lei ha visto l'aveva fatti l'impresa precedente per verificare la tenuta delle mura.