SE L'OBIETTIVO di tutti è la sicurezza e la lotta al degrado in piazza Verdi e dintorni, «siamo certi che con la Soprintendenza troveremo un punto di equilibrio». Dopo il discusso no di Sabina Ferrari, soprintendente ai Beni ambientali, al palcoscenico mobile e platea da 450 posti da installare in piazza Verdi la prossima estate, scende in campo la Prefettura. Il progetto su piazza Verdi, fa sapere il neo viceprefetto Matteo Piantedosi, «è finalizzato al recupero di una zona degradata del centro storico, e sarà contenuto nel protocollo d'intesa sulla sicurezza nelle città» che il Comune firmerà con il Ministero dell'Internò. Il prefetto, Vincenzo Grimaldi, e il sindaco, Sergio Cofferati. ne hanno parlato la settimana scorsa al Comitato per l'ordine e la sicurezza pubblica. E hanno concordato sulla necessità di riempire spazi cittadini a rischio con alcuni progetti mirati antidegrado. Considerato quindi l'obiettivo da raggiungere, avverte Piantedosi, «il progetto per piazza Verdi interessa anche il prefetto». DI FRONTE al preparere negativo opposto dalla Ferrari, Piantedosi (che esprime i «propositi ufficiali» del prefetto) si dice «certo di potere confidare sulla ragionevolezza di tutti». I soggetti interessati saranno convocati al tavolo per esaminare i singoli progètti. In quella sede di discussione, commenta Piantedosi, «auspichiamo si possa trovare un punto di equilibrio fra i vari interessi, pur con i necessari paletti e nel pieno rispetto dei ruoli di tutti» La prefettura opera dunque i consueto ruolo di mediazione Getta acqua sul fuoco delle polemiche divampate in questi giorni di cui è stato informato anche Francesco Rutelli, ministro per i Beni culturali sicura che la questione si comporrà al tavolo della discussione del progetto. «Conosciamo la soprintendente dice Piantedosi e come accaduto in passato in situazioni analoghe siamo certi che, con una complessiva valutazione degli interessi in gioco, saprà trovare la soluzione più giusta». IL DIVIETO della Ferrari aveva fatto infuriare Marco Tutino, soprintendente del teatro Comunale, e Cofferati. Che aveva parlato di «orientamenti incomprensibili» da parte della Soprintendenza, «assai lontani dai confini di azione che la legge prevede». Luca Orsi