MONTICCHIELLO (Siena) Non si salva più nessuno a Monticchiello in questa Pasqua avvelenata. Neppure il professor Alberto Asor Rosa, paladino della tutela del paesaggio della splendida Val d'Orcia, inquisitore e fustigatore di amministratori e politici accecati, dice lui, da scelte urbanistiche «da censurare». Ieri Asor Rosa è finito nel mirino di quello che nelle settimane scorse ha definito il «sindaco dello scempio», Marco Del Ciondolo da Pienza, colpevole di portare avanti la costruzione di un folto gruppo di villette che deturperebbe le verdi colline di quest'angolo celebratissimo di Toscana. Parte del cantiere è stato bloccato dalla magistratura. E ora il sindaco accusa: Asor Rosa, capofila degli ambientalisti, sapeva dello «scempio» perché per due volte, una pubblica, l'altra privata, aveva detto sì alle villette che poi non ha esitato a definire «ecomostri». «Sarebbe bastato un no preventivo per fermare ogni cosa e liberare la collina dal cemento e invece nessuno mosse un dito», dice il primo cittadino. Strali avvelenati anche contro il ministro Rutelli che, secondo la società costruttrice delle contestate 95 villette, con la decisione di bloccare l'ultimo lotto, potrebbe avere sulla coscienza 400 posti di lavoro e contribuire a perdite per centinaia di migliaia di euro. E mentre ci si anima, la magistratura continua a indagare e dopo i sigilli a due lotti e tre avvisi di garanzia sta cercando di capire se vi siano irregolarità su quelle villette, pensate per aiutare i giovani del paese a trovare la prima casa e poi trasformate in secondo case per turisti. Illeciti amministrativi? «Nessuno, la nostra trasparenza è negli atti risponde Del Ciondolo, 50 anni, Ds . Semmai in tutta questa vicenda ci sono state mezze verità. Come per esempio l'atteggiamento di Alberto Asor Rosa, oggi paladino dei comitati, ieri silenzioso ospite del paese». Il sindaco racconta di essere stato personalmente a casa del professore per discutere del progetto e di avere avuto il suo assenso. «Da anni Asor Rosa seguiva le problematiche urbanistiche del territorio racconta sia perché a Monticchiello è proprietario di una casa, sia perché era stato membro di un gruppo di lavoro incaricato dalla Provincia di Siena di monitorare gli strumenti urbanistici dei Comuni del comprensorio della Val d'Orcia per redigere il progetto del Parco artistico naturale. Nel rapporto finale, consegnato nel dicembre 1996, il piano regolatore di Pienza nel quale era già delineato il progetto di costruzione delle villette sulla collina di Monticchiello, fu valutato positivamente. Anche da Asor Rosa. E Pienza fu indicata addirittura come esempio di salvaguardia dell'intero territorio». Poi, secondo il sindaco, l'anno seguente ci fu un ulteriore incontro. «Portai personalmente a casa di Asor Rosa il piano attuativo del nuovo inse-diamento di Montichiello. Asor Rosa espresse un parere favorevole. La lottizzazione, come cubatura complessiva (21 mila metri cubi) e collocazione degli edifici, era identica a quella di oggi. L'unica diversità era la destinazione. A quel tempo si pensava di costruire le abitazioni per i giovani di Monticchiello, poi i tempi cambiarono e il progetto si trasformò in una offerta di seconde case. Ma se il progetto è oggi per Asor Rosa uno scempio urbanistico, doveva esserlo anche a quel tempo. La destinazione d'uso non cancella gli "ecomostri" veri o presunti. Se si fosse espresso in modo diverso, lui e gli altri che oggi fanno parte dei comitato, probabilmente sulla collina non sarebbe stata costruita neppure una casa». Ieri la voce grossa l'ha fatta anche Stefano Lo Cicero, procuratore della «Iniziative Toscana srl», la società proprietà-ria del contestato insediamento. «La decisione di Rutelli di bloccare uno dei lotti in co-strazione spiega Lo Cicero ci ha già provocato un danno da 250 mila euro». Intanto il Ministero dell'Ambiente ha dato incarico ai suoi uffici di seguire con massima attenzione tutta la vicenda. «Se si dovesse avviare un procedimento penale informa una nota il Ministero si farà promotore di un'azione di risarcimento per danni ambientali».