Ponte di Pasqua: il centro affollato a livelli che nessuno immaginava. Con inevitabili disservizi Due guide per i gruppi e ai piani niente sorveglianza laccoglienza Nel Quadrilatero i locali aperti sono pochi. E nella zona della Mole un solo bar ha alzato la saracinesca. Nel salotto buono va un po meglio Molti scelgono il pranzo al sacco Cè anche chi corre da una mostra allaltra per riuscire a vedere tutto in un giorno soltanto E un tedesco allinfopoint chiede: "Dove posso trovare i famosi tajarin?" -------------------------------------------------------------------------------- Oggi è andata male. Ritenta. Più o meno la formula del Gratta e Vinci. Palazzo Reale, prime ore del pomeriggio di Pasquetta. Centro invaso, turisti composti ma spazientiti, coda. Gli operatori con la mostrina siglata "Ministero dei Beni culturali" mettono le mani avanti: «Molti gruppi sono già formati, fossi in voi me ne andrei a casa». Borbottii e rimostranze, nessuno riesce a capire perché un centinaio scarso di persone in fila rendano lingresso prima delle sei e mezza di sera una missione impossibile. Non sono ancora scoccate le tre e il primo gruppo disponibile è fissato per le cinque. «Ma che volete? - dicono tra il disilluso e il seccato in biglietteria - Se voi della stampa riuscite a fare cambiare il sistema fatelo, ma mi sa che è sempre la stessa storia. Non cè sorveglianza ai piani, ci sono sette operatori, due guide volontarie. Qui si entra soltanto per gruppi, con lingresso libero entrerebbero molte più persone, adesso il massimo è 700 al giorno. Ci vorrebbe più personale, ma questa è la situazione». Così va nella Torino che nellultimo anno ha sfornato più guide turistiche di Berlino o Londra. Anche il giorno del Lunedì dellAngelo. E non che le sirene del turismo nellultimo anno non abbiano fatto la loro parte. I visitatori stranieri ci sono, il centro è finalmente poliglotta, e gli altri Musei staccano biglietti a ritmo battente in una città che mostra con orgoglio i suoi tesori e la sua eleganza. Però il Palazzo Reale che tutti vorrebbero visitare resta una chimera. Per non parlare delle facce disorientate di chi, ciondolando in attesa della partenza del suo gruppo, ha bisogno di fare una tappa alle toilette. Zona off limits, per usare un eufemismo di marca anglosassone. Serrature rotte, pavimenti semi-allagati, pulizia da stalla di paese. Complice il sole, la città che insegue da anni la pluricitata vocazione turistica quasi arriva alla sufficienza. Vero che molti titolari di ristoranti hanno preferito il pic-nic fuori porta, vero che nei dehors il personale si affanna. Scarso, poco avvezzo ad usare linglese per comunicare con i turisti e anche sottodimensionato rispetto alle esigenze di un giorno di affollamento. Vero che in una zona come il Quadrilatero i locali aperti sono pochi. E nella zona del Museo del Cinema il solo bar aperto davanti al cinema Massimo fa grandi affari. Innegabile però che chi non si accontenta di toast e panini qualche chance ce lha. A condizione che non si allontani troppo dal salotto buono. Qui, bar e pizzerie sono rimasti aperti. E chi ha la fortuna di avere il dehors in posizione strategica ha visto tintinnare la cassa a tempi da record. «Chi lavrebbe mai detto? - dicono le ragazze che fra una portata e laltra boccheggiano da Pepino - Un fine settimana che ricorda il periodo delle Olimpiadi». Molti la Pasquetta hanno deciso di farsela al sacco. Un pic-nic sulle panchine della città. E che la cornice sia piazza Carignano o piazza Carlo Alberto poco importa. Si apre lo zaino e si mangia sotto il sole. In famiglia. E se proprio si vuole cedere ad un lusso ci si mette in coda per il gelato, di cui nessuno, qui a Torino, osa contestare la qualità. File allegre per la crema di una volta di Grom, attese per il gianduia da Pepino. Con il record imbattuto di pazienza per chi ieri in tarda mattinata era davanti al banco del bar Talmone di piazza Carlo Felice ad aspettare un normalissimo caffè. Cronometrati, per arrivare al sospirato momento dellordine, ci volevano almeno dieci minuti. Davanti al Museo del Cinema la fila è particolarmente consistente. Ma non dellirresistibile attrazione per gli eroi in celluloide si tratta. Bensì del desiderio di vertigine da panoramica dalla Mole. Nel pomeriggio, unora e mezza per salire in ascensore. Per il resto arte, arte e cucina. Quasi unoverdose. Cè chi usciva da Nefer e si metteva quasi a correre per fare in tempo a non perdersi Alessandro. E chi allInfo point di Turismo Torino in via Montebello era a caccia di consigli per la cena. «Ma dove li trovo i tajarin ai funghi?», lappassionata richiesta di un signore tedesco, ormai sazio del doppio colpo Egizio-Alessandro.
Torino, linvasione dei turisti Palazzo Reale frena lassalto
Oggi è Pasquetta e il Palazzo Reale di Torino è invaso dai turisti. Il centro è affollato e i visitatori sono spazientiti. I gruppi sono limitati a 700 persone al giorno e ci sono pochi locali aperti. I bar e le pizzerie sono rimasti aperti, ma ci sono problemi di servizio. Molti visitatori si sono fatti il pranzo al sacco e si sono seduti sulle panchine della città. Alcuni si sono anche recati al Museo del Cinema per vedere la vista dalla Mole. I turisti sono stati delusi dal sistema di ingresso e hanno dovuto aspettare a lungo per entrare. Alcuni hanno anche richiesto ai locali di indicare dove si possono trovare i famosi tajarin.
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