'Si tratta di ripulire una zona che dal 1970 versa in gravi condizioni' 'Quel progetto era ottimo'. E la Ferrari boccia il mercatino bio in piazza Maggiore «Che il Ministero apra un inchiesta. Non voglio fare quello che dà le bacchettate, ma sono convinto che quello fosse un buon progetto per piazza Verdi, per cui è necessario trovare una soluzione sollecita». Andrea Emiliani, ex soprintendente cittadino ed ora membro del Consiglio superiore delle Belle Arti, invoca l' intervento di Roma contro la decisione di Sabina Ferrari, soprintendente ai beni architettonici della città, che ha detto no al progetto di un palco per la musica e il teatro che da giugno a settembre il Comunale avrebbe allestito in piazza Verdi. Con il concorso degli 'inquilini' della zona, anche e soprattutto contro il degrado del 'borgo universitario' . «Era un progetto ottimo - continua Emiliani - che non avrebbe disturbato il contesto e che non aveva quelle caratteristiche da corpo opaco che portano le soprintendenze a dare pareri negativi». Dice di parlare a nome di tutte le istituzioni che si affacciano sulla piazza, dall' Università alla Pinacoteca, dalle Belle Arti al Conservatorio, tutti esasperati dal degrado. «L' abiezione è un fatto grave urbanisticamente parlando - continua Emiliani che già nei giorni scorsi si era rivolto alla segreteria ministeriale - e qui è disdicevole tanto più perchè si tratta di ripulire una zona che dal 1970 versa in gravi condizioni». Il rifiuta della Ferrari ha portato alla sollevazione in coro di tutte le istituzioni, a cominciare dal sindaco Cofferati che ha parlato di «divieto ideologico». Come se lo spiega questo atteggiamento da parte della Soprintendenza? «Mi riesce difficile capire il perché - ammette Emiliani - . E' un' interpretazione restrittiva della legge, ma siamo di fronte a un problema eccezionale. Piazza Verdi soffre di un cancro che va curato e gli interventi leggeri non sono efficaci. La Soprintendenza può avere avuto ragione contro molte sozzerie, ma questa non lo era». Ci vuole, insomma, «un opera di rianimazione», continua Emiliani, senza tirare in ballo il paragone con i dehors. «Nei dehors c' è di tutto. Prendete il più importante passaggio pedonale della città, quello all' angolo tra Indipendenza e Ugo Bassi. Lì è stata data una licenza a Mc Donald' s che di fatto impedisce il passaggio dei cittadini. E' una questione di agio pubblico e non solo estetico». Intanto, proprio ieri un altro no. E' toccato al mercatino dei prodotti biologici programmato per il 15 aprile in piazza Maggiore. Ma la Soprintendenza ha negato l' utilizzo del 'crescentone' , facendo infuriare l' associazione dei produttori biologici e biodinamici dell' Emilia-Romagna. «Una decisione incomprensibile, tardiva e forse dettata da motivazioni ideologiche», tuona il presidente Paolo Carnemolla. Anche in questo caso, il permesso era già stato concesso in passato, sempre in piazza Maggiore «per cui sono sorpreso e amareggiato per questo no».