LA MUSICA è finita ancora prima di cominciare. Piazza Verdi non avrà questa estate l'annunciata conchiglia piena di armonie per combattere le disarmonie del degrado circostante. La Soprintendente ai Beni Ambientali Sabina Ferrari ha detto no alla struttura mobile del Comunale che avrebbe dovuto riprodurre in scala ridotta il teatro con tanto di palcoscenico e di una platea di 450 posti. E la cosa ha fatto arrabbiare molto, oltre che il sovrintendente Tutino, Cofferati. «Negli ultimi tempi dice ho trovato alcuni orientamenti della Soprintendenza su argomenti diversi incomprensibili e secondo me assai lontani dai confini di azione che la legge prevede». Un attacco senza precedenti, che parte dopo lo scoppio dell'ennesima polemica sui dehors. «È' stato negato rincara la dose il sindaco, che presto chiederà un incontro alla Ferrari quello che era stato autorizzato negli anni precedenti. Ho la sensazione che ci sia quasi un fondamento ideologico». A QUESTO punto una parte della programmazione della 'cassa acustica' di piazza Verdi (lo spazio doveva funzionare dal 13 giugno al 2 settembre) passerà all'interno del Comunale mentre 'il grosso' delle iniziative dovrà per forza essere ripensato. Perché lì, nella 'conchiglia', era previsto il cuore delle manifestazioni estive del Comune che dovrà a questo punto rivedere luoghi e programmazione della kermesse che verrà. «E' verodice l'assessore alla cultura Guglielmi , immaginavamo di concentrare tutto qui e in piazza Santo Stefano. Adesso si riparte daccapo. E non è detto che le fondazioni bancarie, pur non dovendo più sostenere spese in piazza Verdi, mostrino larga generosità nei nostri confronti». Il no della Ferrari al progetto 'L'estate del Bibiena' induce Tutino a denunciare una «mancanza di consapevolezza» da parte della Soprintendenza. «La dottoressa dice ha avuto nei nostri confronti una disattenzione e una superficialità che non mi aspettavo. Ci ha detto che dovevamo pensare a una struttura smontabile ogni sera e riponibile in una cassa di soli due metri di altezza». L'accaduto non è piaciuta nemmeno ad Andrea Emiliani, che è membro della commissione superiore delle Belle Arti nel governo e che ha preso carta e penna per scrivere al segretario generale del ministero dei Beni Culturali. Denuncia Emiliani nella sua lettera: «II progetto è stato disprezzato e rigettato (non è il caso te lo garantisco) e la cosa ha preso l'aspetto più sgradevole: diniego per ragioni estetiche (non è vero!) e disdetta sul solo progetto se non salvifico, certo propositivo che si porta avanti». LA QUESTIONE, secondo Tutino, non finisce qui ma slitta all'anno prossimo quando comunque il Comunale rilancerà la sua iniziativa: per montare la 'conghiglia' sono necessari novanta giorni e per questa estate, anche se arrivasse in qualche modo l'ok, non si potrebbe più fare nulla. Nei giorni scorsi erano circolati molti pett-golezzi sui costi di 'L'estate del Bibiena' e ieri Tutino ha riassunto il capitolo 'spese' (500mila euro il costo della struttura, 150mila euro i costi della gestione, 130mila quelli della programmazione), negando un atteggiamento intiepidito delle fondazioni bancarie: «Se sono sorte perplessità, a me nessuno le ha comunicate». ERA L'IDEA di fare occupare fisicamente piazza Verdi dalla cultura anziché da chi illecitamente lo fa ogni giorno, a muovere Tutino. E per questo lui racconta di avere raccolto una lunghissima serie di consensi. Testimonianze in tal senso sono venute ieri nel corso di un incontro da Mario Bratel-la dell'Accademia Belle Arti, dall'assessore provinciale alla cultura Lembi, dal direttore del Conservatorio Carrisi e dal portavoce dei residenti della zona Ciavatti. «E' un peccato insiste Tutino che questa città si perda in liti condominiali. L'impressione è che le idee forti disturbino». Poi, a ribadire la gravita del degrado, parla delle condizioni pietose in cui si trova la struttura esterna del teatro. «Il bivacco devasta muri e marciapiedi. Il teatro sta crollando». E rilancia rieditando un vecchio progetto che fu già di Felicia Bottino riguardante la ristrutturazione del giardino retrostante, la stecca di via del Guasto e la parte non storica dell'edifìcio. Mentre Guglielmi, che abita da quelle parti, si lascia scappare: «Certo, in piazza Verdi c'è degrado ma scorre anche una qualche allegria» LA DENUNCIA DI FILETTI (ASCOM) «Così la città diventa necropoli» AFFONDO di Ascom contro la Soprintendenza dopo il no al palco estivo del Comunale in piazza Verdi. «Così il centro di Bologna diventa una necropoli», dice il presidente Bruno Filetti, che con i Beni Ambientali si è già scontrato nel braccio di ferro sui dehors. «Forse dice Filetti il primo cittadino si è arrabbiato troppo tardi, forse ha tollerato troppo. Ora vedo che anche lui avverte che questa posizione da parte della Soprintendenza contribuisce alla devastazione della città». Secondo il presidente Ascom la posizione di Cofferati «traendo origine dal progetto per piazza Verdi rende attuale di nuovo il problema dei dehors in modo clamoroso». Un sì al Comunale e anche ai dehors viene richiesto pure dal segretario di Confesercenti Loreno Rossi.